Sedriano, le bordate della ex vicesindaca: “Contro di me parole odiose, Re si dimentichi il mio nome”

Botte da orbi, metaforicamente parlando, nella maggioranza di centrosinistra. Bordate dell’ex vicesindaca Annamaria Garofalo, che sferra un durissimo attacco al sindaco Marco Re

di Graziano Masperi

SEDRIANO (MILANO) – Sembrava che tutto fosse finito senza scaramucce. Sembrava che la questione dell’ex vicesindaca Annamaria Garofalo e del suo rimpiazzo con l’attuale assessora Valentina Ceccarelli (dopo il ben noto caso di plagio del libro dello storico Mario Comincini, con tutto quello che ne è conseguito) non dovesse avere strascichi, se non da parte delle opposizioni. Sembrava proprio che dalla diretta interessata non vi fossero rimostranze particolari e avesse accettato tutto senza colpo ferire. Invece arrivano le bordate.

Le bordate di Garofalo

Eccola, la ex vicesindaca, comparire sui social con un post diretto al sindaco Marco Re, che definire duro è poco. Garofalo esordisce così: “Egregio signor sindaco, continuo a vedere e sentire, anche durante i consigli comunali, pronunciare il mio nome con i suoi ringraziamenti per il lavoro da me svolto. La prego, non serve che lei mi elogi, perché io so cos’ho donato alla sua giunta e alla comunità durante questi due anni. Non mi serve altro!”

“Liquidata con parole odiose”

“Il suo rispetto – continua Garofalo, rivolgendosi a Re – avrebbe dovuto dimostrarmelo il 14 settembre, quando mi ha liquidato con parole odiose e irrispettose e, per usare parole sue, ‘Non abbiamo più niente da dirci’. Quindi per farsi bello sui social usi qualcun altro e si dimentichi il mio nome. Sentitamente ringrazio”.

Grande imbarazzo

Un post che ha sollevato grande imbarazzo, forse stupore o rabbia, nel sindaco Re. Il quale si è limitato a rispondere a Garofalo, con tutta la calma del caso, che se non vuole essere citata non verrà più citata. Un post che, inevitabilmente, non è passato inosservato nemmeno agli occhi delle opposizioni.

L’opposizione: “Il caso in Consiglio”

“In una situazione di questo genere – commentano i consiglieri d’opposizione – ci troviamo di fronte a un’accusa pubblica rivolta al sindaco. Non si tratta di una faccenda tra privati. A essere oltraggiata è la figura del sindaco, non del signor Re. Pensiamo di chiedere delle spiegazioni attraverso un’interrogazione in consiglio comunale”.