Il sindaco di Parabiago, nel Milanese, oltrepassa i confini cittadini per ritirare la cena d’asporto: scoppia il caso

16 NOVEMBRE 2020

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Domenica 8 novembre il sindaco di Parabiago, Raffaele Cucchi, si è recato a San Vittore Olona. Presso il ristorante ‘La Fornace, all’interno del ‘Poli Hotel’, situato lungo la strada statale del Sempione, ha acquistato una gustosa cenetta da asporto. Tutto testimoniato da immagini che lo stesso primo cittadino ha reso pubbliche: ha infatti postato su Facebook due foto con lo chef de ‘La Fornace’ e uno scatto delle pietanze servite in vassoio di plastica.

Sindaco viola il Dpcm

Può darsi che Cucchi non se ne sia accorto, ma con il suo comportamento avrebbe violato il Dpcm del Governo (entrato in vigore il 6 novembre) e rischierebbe una sanzione amministrativa che va dai 400 ai 1.000 euro (multa che diventa di 280 euro se pagata entro i primi 5 giorni). Abbiamo scandagliato l’intero Dpcm per capire se fosse previsto uno spostamento in un comune limitrofo per questo tipo di servizio. La risposta è sì, a patto che tale servizio (cioè l’asporto di cibo e bevande) manchi nella città di residenza.

I chiarimenti della Prefettura

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Ridicolo anche solo ipotizzare che a Parabiago manchi una cosa del genere. Abbiamo analizzato altre carte, nel caso fosse prevista qualche eccezione o deroga, ma nulla. La Prefettura di Milano, nelle pagine 2 e 3 del documento redatto nelle scorse settimane per chiarire la normativa in zona rossa, specifica che lo spostamento è consentito (entro limiti e con autocertificazione), ma solo “laddove il comune non disponga di punti vendita o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili” dove si vive.

La decisione del sindaco

Più avanti, però, una specie di salvacondotto: “I signori sindaci vorranno (…) valutare la legittimità degli spostamenti sulla base del criterio della contiguità e vicinanza territoriale (…) per esercizi commerciali al dettaglio e servizi alla persona”. Messa così, il sindaco sarebbe salvo: avrebbe infatti ritenuto che egli stesso (e dunque tutti i cittadini) possono spostarsi nei comuni limitrofi per acquistare la cena d’asporto. E invece no. In occasione del Dpcm sono stati proprio i sindaci dell’Altomilanese a mettere nero su bianco un chiarimento sull’asporto da comuni diversi da quello di residenza. “Non è consentito – scrivono in coro i sindaci, tra cui Cucchi – a meno che manchi del tutto l’attività (di asporto) nel proprio comune”. E questo non è decisamente il caso di Parabiago, dove fioccano i ristoranti (alcuni di ottima qualità) che praticano l’asporto. Abbiamo chiesto al sindaco Cucchi perché si sia recato fuori Parabiago per acquistare una cena d’asporto, quando Dpcm e Patto tra Sindaci vietano un simile spostamento. Non abbiamo ricevuto risposta.

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