Tifosi FC Parabiago vandalizzano il santuario con il loro motto: “Mai sobri”

Tifosi del Parabiago Calcio protagonisti di un brutto episodio ai danni del Santuario della Madonna di Dio ‘l Sa, uno dei “monumenti nazionali” della Città della Calzatura

di Matteo Malacrida

PARABIAGO (MILANO) – Imbrattato il muro del Santuario della Madonna di Dio ‘l Sa. Nella notte tra lo scorso martedì 5 e mercoledì 6 luglio un gruppetto degli ultras ‘Goodfellas’ – i tifosi dell’F.C. Parabiago – ha riempito le pareti della chiesetta con scritte realizzate con una bomboletta di spray nero. Oltre alla firma ‘C.E.P.’, ossia ‘Curva Est Parabiago’, due sono gli slogan che da oltre una settimana campeggiano sui muri del Santuario. Il primo: “Mai sobri”; il secondo: “Per la città”.

Il santuario

La stessa città che, proprio negli scorsi mesi, ha investito tempo, denaro e passione nella riqualificazione e nel rilancio del sito artistico. Il santuario è stato realizzato a cavallo tra il XV e il XVI secolo dal legnanese Giacomo Lampugnano, un allievo di Donato Bramante. I cittadini, tra i mesi di aprile e maggio, avevano accolto con entusiasmo le visite guidate gratuite. L’Ecomuseo del paesaggio e Legambiente avevano promosso diverse iniziative.

Tifosi impuniti

Gli stessi cittadini, in questi giorni, hanno attaccato gli autori del gesto. C’è chi, come Massimiliano, ricorda che “anni fa, altre persone avevano vandalizzato le statue laterali del Santuario distruggendole a colpi di martello” e ora propone per gli autori delle scritte “telecamere, riconoscimento e pulizia, ovviamente dopo denuncia e risarcimento danni”.

“Monumento abbandonato”

Dalla politica è arrivato il commento del capogruppo di RiParabiago Giuliano Rancilio. “Dispiace – ha detto – che un luogo tanto importante venga rovinato così: dovrebbe essere valorizzato, perché è uno dei due monumenti nazionali di Parabiago, ma viene abbandonato. Al di là delle scritte sui muri, quei monumenti sono quasi sempre chiusi e inaccessibili alla comunità. Dio ‘l Sa necessita di restauri per garantire la sicurezza nel lazzaretto. Più volte abbiamo proposto (nel programma, nelle Commissioni, in Consiglio) di rimettere al centro quei luoghi. L’assessore Benedettelli ci ha garantito che ci stavano già pensando ma – conclude Rancilio – per ora non vediamo risultati”.