Trento – Corsi fantasma: 1 milione di danni, 59 denunciati per frode

Corsi fantasma per la formazione del personale di imprese private finanziati con una frode all’Unione europea e appalti irregolari. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Trento nell’operazione ‘Ghost’. Denunciate 59 persone. Il danno alle casse pubbliche è di oltre un milione di euro

23 marzo 2016

di Sara Riboldi

TRENTO – Corsi fantasma scoperti dalla Guardia di Finanza di Trento, che ha sgominato nei giorni scorsi un complesso sistema di frode con cui venivano indebitamente intascate somme del Fondo sociale europeo e della Provincia autonoma di Trento, destinate – così facevano credere – a corsi di formazione e aggiornamento del personale di imprese private. Molti mesi di indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Trento, in coordinamento con la Procura della Repubblica nell’ambito di sette procedimenti penali, hanno portato alla denuncia di 59 persone, che sarebbero coinvolte nell’organizzazione di corsi fantasma per un danno di oltre un milione di euro alle casse pubbliche. In particolare: 16 rappresentanti legali e 12 dipendenti di società private, 29 professionisti e docenti e 2 revisori si sono resi responsabili dei reati di falsità ideologica e materiale in atti, truffa aggravata nei confronti dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture. Sono state inoltre segnalate 6 società organizzatrici e utilizzatrici dei corsi fantasma alla Procura della Repubblica, per responsabilità amministrativa dipendente da reato.

Il meccanismo di frode dei corsi fantasma

La complessa attività di indagine scaturisce da un’azione di monitoraggio che le Fiamme Gialle trentine conducono costantemente nel settore della spesa pubblica e in particolare sui progetti formativi presentati da numerose imprese private che hanno tutte affidato la gestione dei corsi a una sola società, specializzata nel settore della formazione. Dietro tali progetti, si nascondeva un articolato sistema di truffa: si chiedevano ingenti contributi pubblici per l’aggiornamento del personale che però non veniva effettuato, in quanto i corsi erano simulati. Per rendere il tutto credibile, si falsificavano i registri di corso e le firme degli allievi, in modo da simulare il numero minimo dei partecipanti e lo svolgimento di ore di lezione obbligatorie, nella realtà mai svolte. Si faceva figurare che i dipendenti erano presenti alle lezioni, mentre invece erano impegnati nelle loro attività lavorative. In questo modo, le aziende ottenevano pure l’indebito rimborso del costo legato al ‘reddito allievi in formazione’. Secondo le indagini, le docenze mascheravano vere e proprie consulenze di professionisti per la realizzazione di siti aziendali, l’organizzazione di incontri o la stesura di rinnovi contrattuali.  Le violazioni sono state segnalate all’Agenzia del Lavoro della Provincia di Trento, per le procedure di recupero dei contributi indebitamente percepiti, che sono già stati tutti revocati attraverso ingiunzioni di pagamento – comprensive di sanzioni e interessi legali – e di cui la metà è già stata restituita.

Scoperti anche appalti irregolari

La Guardia di Finanza di Trento ha anche esaminato le modalità di rendicontazione finanziaria degli interventi formativi. Le investigazioni sulle procedure di affidamento e sull’attività svolta dalla società di audit, che avrebbe dovuto procedere a tali controlli, hanno messo in luce alcune gare d’appalto vinte grazie alla presentazione di offerte contenenti falsi curricula dei propri revisori, in modo da ottenere un punteggio migliore dei concorrenti, mentre l’attività di revisione veniva poi assicurata da prestazioni eseguite da terzi, attraverso subappalti non autorizzati, provocando l’indebita aggiudicazione e l’irregolare esecuzione di due appalti, per un ammontare complessivo di circa 300.000 euro. L’esito delle indagini ha comportato anche la denuncia di 50 persone alla Procura Regionale della Corte dei Conti, per un danno erariale di circa 800.000 euro, costituito sia dai finanziamenti indebitamente percepiti sia dal cosiddetto danno alla concorrenza relativo agli appalti illegittimamente aggiudicati. L’operazione ‘Ghost’ costituisce un importante tassello della complessiva attività svolta dalla Guardia di Finanza in Trentino nel delicato settore del controllo sul corretto impiego delle risorse pubbliche, a garanzia che tali risorse, derivanti anche dalla continua azione d in contrasto all’evasione fiscale, vengano realmente destinate ad iniziative utili per la crescita produttiva ed occupazionale delle imprese ed a tutela dei soggetti più deboli o in crisi.