Turbigo, 23 anni fa il disastro aereo di Linate: morirono in 118. Tra le vittime anche Luca Candiani

L’uomo doveva volare a Copenaghen per lavoro: ha lasciato la moglie (all’epoca incinta) e 2 figlie. Ancora oggi, il movimento “8 ottobre”, al quale partecipa anche la moglie di Luca Candiani, tiene viva la memoria delle vittime

di Francesco Colombo

TURBIGO (MILANO) – La mattina dell’8 ottobre 2001, a bordo del volo Scandinavian Airlines 686 diretto a Copenaghen, c’è anche il turbighese Luca Candiani (in foto). 31 anni, di professione artigiano, Luca è tra le 118 vittime del disastro aereo di Linate, il più grave incidente dell’aviazione civile che sia mai accaduto in Italia.

Chi era Luca Candiani

L’uomo viveva a Turbigo con la moglie, Mirella Francone, in quel momento incinta di 3 mesi e mezzo della piccola Benedetta, e la figlia Beatrice di appena 15 mesi. Dipendente di una ditta di Castano Primo, doveva raggiungere la capitale danese per lavoro. Purtroppo, non arriverà mai a destinazione.

L’incidente, le vittime e i soccorsi tardivi

È una mattina nebbiosa, quella in cui si verifica la tragedia: un MD-87 della Scandinavian Airlines in fase di decollo centra in pieno un piccolo Cessna che ha invaso per sbaglio la pista 36R e si schianta contro un edificio adibito allo smistamento dei bagagli, prima di esplodere. A causa dell’impatto muoiono tutti i passeggeri di entrambi gli aerei, oltre a 4 operatori incaricati dello smistamento valige. Il bilancio, drammatico, è di 118 vittime. Miracolosamente si salva un quinto addetto ai bagagli: ustionato su gran parte del corpo, è lui ad avvisare per primo i soccorsi. La fitta nebbia, infatti, impedisce agli operatori della torre di controllo di accorgersi subito della tragedia e di allertare tempestivamente i mezzi di soccorso.

La tragedia vissuta dalla moglie di Luca Candiani

Mirella è la moglie di Luca, titolare del salone di acconciature ‘Mirò’ di Turbigo. Quella mattina sente alla radio la notizia di un incidente aereo a Linate, senza però preoccuparsi. Una volta arrivata a casa, parlando con i suoi familiari, intuisce la gravità della situazione e si precipita al ‘Forlanini’: prima le notizie frammentarie, poi le preghiere con l’allora arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, giunto precipitosamente in aeroporto. Mirella scoprirà solo il mattino dopo della morte di suo marito. La donna, che oggi preferisce “conservare nel suo cuore il ricordo di Luca”, si è iscritta al comitato ‘8 ottobre’, che dopo 23 anni tiene ancora viva la memoria delle vittime e il ricordo della tragedia.

I responsabili

Per quell’incidente la giustizia ha fatto il suo corso: l’allora amministratore delegato dell’Ente nazionale dell’aviazione civile, Sandro Gualano, è stato condannato in Cassazione a 6 anni e 6 mesi di carcere, mentre al controllore di volo Paolo Zacchetti i giudici hanno inflitto una pena di 3 anni di reclusione. Con rito abbreviato sono stati condannati l’ex direttore di Enav, Fabio Marzocca (4 anni e 4 mesi) e due dirigenti di Sea-Aeroporti di Milano, Antonio Cavanna e Lorenzo Grecchi (3 anni). Altri tre responsabili di Sea hanno patteggiato pene che vanno da 2 anni e 8 mesi fino a 3 anni.