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Viaggio nella destra radicale: Forza Nuova a CasaPound invadono il territorio, sinistra in crisi di identità

29 GENNAIO 2016

di Erika Innocenti

ALTOMILANESE – Raduno nero a Milano: un vero e proprio convegno nazifascista europeo, organizzato per domenica, con i responsabili di Alliance for peace and freedom – il coordinamento che riunisce tutti gruppi neofascisti come l’italianissimo Forza Nuova, il greco Alba Dorata, l’Npd tedesco e il British Unity.

Milano non ha memoria – Ecco quello che potrebbe andare in scena a Milano. Mentre si è appena celebrato, il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, e nel cuore della città medaglia d’oro per la Resistenza. Una provocazione bella e buona per le associazioni, come Anpi – che ha indetto una contromanifestazione in piazza dei Mercanti – e Osservatorio Democratico contro le nuove destre, che però potrebbe non terminare quel giorno. Infatti, se il convegno sarà confermato – e non alla sala delle Stelline che ha dato il suo diniego – nel capoluogo lombardo si susseguiranno ben due eventi dedicati all’estrema destra. Il convegno di Alliance, appunto, e l’assemblea della Lega – in un hotel cittadino tenuto nascosto fino all’ultimo – con il leader del Front National Marine Le Pen, ieri e oggi.

L’estrema destra nel territorio – Non si pensi che la provincia milanese sia esente dalla presenza di gruppi dell’estrema destra. No. E di esempi ce ne sono molti, come molte sono le differenze nel variegato mondo del neofascismo. A cominciare da Forza Nuova, che gravita un po’ più su Magenta e che per quelli di CasaPound sono un po’ troppo ‘conservatori’. Ricordiamo che FN ad agosto ‘impicca’ un manichino di fronte al municipio di Magenta, a settembre fa un presidio in piazza Liberazione (contestato dall’Anpi) e a dicembre decide di cacciare i venditori ambulanti da davanti al Fornaroli. I gruppi legati a FN sono ‘La lega della terra’, il cui presidente Daniele Spairani ha partecipato alla manifestazione contro l’arrivo dei profughi a Magenta.

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Gruppi giovanili – A questa si aggiungono i gruppi giovanili Generazione Identitaria, Lotta studentesca e il partito politico indipendente, ma incline a collaborazioni con FN, Fiamma Tricolore. Altro macrogenere è quello di tutte le associazioni gravitanti intorno ai “camerati del nuovo millennio” di CasaPound, più legato agli ambienti dei centri sociali di destra, di matrice laica e molto, per Forza Nuova anche troppo, vicino a Salvini e alla sua Lega Nord. Tanto che gli assistenti di Mauro Borghezio all’euro parlamento sono, tra gli altri, Mauro Antonini di CasaPound per Roma est e Davide Di Stefano. Tutti nomi che sono stati rievocati a metà settembre scorso ai 3 giorni del festival dei “fascisti del terzo millennio” a Castano e negli altri 3 banchetti organizzati nei mesi scorsi tra Castano, Inveruno e Arconate. E sempre a Castano, tra i giovani del liceo Torno, pare stia prendendo piede Blocco Studentesco che ha stravinto le ultime elezioni. Sempre i giovani, poi, sono attratti da altri gruppi vicini alle ideologie di CasaPound: l’Nsab – che tappezzò i paesi magentini e castanesi con contestatissimi adesivi rossi e neri –, il gruppo neonazista che ufficialmente dice di essere lontano da CasaPound, ma di fatto collabora con quest’ultimo; e Lealtà e Azione, gruppo che ha una sede pure ad Abbiategrasso.

Un silenzio devastante – E la sinistra, i detentori degli ideali di chi ha combattuto, di chi è morto per liberare l’Italia dalla dittatura nazifascista, non fa nulla di fronte alla presenza sempre più dilagante di un’estrema destra paneuropea? Gli aspetti sono molteplici, ma mettono d’accordo Anpi e Osservatorio democratico contro le nuove destre: il disimpegno, la mancanza di partecipazione, i personalismi e il sempre minor rispetto, come di recente ha sostenuto il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia. “I partiti partecipano alle manifestazioni, ma poi la sera stessa si dimenticano del problema; manca la consapevolezza di perseverare perché gli interessi sono altri e spesso si guarda ai personalismi”, dichiara Nadia Scioscia della sezione Anpi di Magenta, a cui fa eco l’Osservatorio Democratico: “Molti gruppi di estrema destra sono partiti dal nulla. Purtroppo c’è una sottovalutazione del problema dilagante”. Insomma, pare che anche per la sinistra l’apparire sia meglio dell’essere, come nella migliore società berlusconiana. Ma attenzione che il grande Gaber recitava: “Io non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”.

(Ha collaborato Riccardo Sala)

La sinistra salottiera

di Ersilio Mattioni

Se la sinistra italiana avesse qualche leader in grazia di Dio, qualche idea e un po’ di voglia di ascoltare (non solo di parlare), potrebbe conquistare una prateria. Di spazio ce n’è fin troppo: sia quello lasciato libero dal nuovo Pd di Matteo Renzi sia quello, libero per definizione, dell’astensionismo, della disaffezione e del malcontento popolare. Invece no, la sinistra nostrana continua a oscillare tra dibattiti autoreferenziali e salotti più o meno buoni, dove abbondano le ‘pippe’ ma dove, proprio per questo, scarseggiano concretezza e proposte.

Risultato, anche l’ultimo luogo di sinistra per antonomasia, la piazza, è stato abbandonato. Ed è oggi occupato, sempre più, dai movimenti di estrema destra: Forza Nuova e CasaPound. Su questo numero, con l’inchiesta di Erika Innocenti pubblicata a pagina 4, vi raccontiamo un viaggio fra il radicalismo un po’ razzista e un po’ fascista di movimenti che, fino a qualche anno fa, non si erano mai visti da queste parti, mentre oggi invadono le piazze del Magentino e celebrano la propria festa nazionale nel Castanese. Di più, ogni domenica sono in qualche comune con un gazebo. E diffondo messaggi ora discutibili ora inaccettabili, in particolare sui temi dell’immigrazione, minando la democrazia alle radici. Però fanno anche un’altra cosa: ascoltano i cittadini, prendono nota dei loro problemi, organizzano collette alimentari.

E la sinistra? Arriva il giorno dopo. Anzi, la domenica dopo. E lo fa per protestare, perché l’estrema destra è scesa in piazza e perché il sindaco di turno non le ha negato il permesso. Ma in una democrazia, come si può teorizzare che un movimento possa presentarsi alle elezioni – come del resto fanno sia CasaPound sia Forza Nuova – e non possa invece allestire un gazebo in piazza? Ancora, che senso ha chiedere a un’amministrazione di vietare un banchetto? Infine, dove vuole andare questa sinistra? Perché i casi sono due: o si dà forma ai propri ideali oppure ci si riduce a un antagonismo stupido, di maniera. Del tutto inefficace.

Un uomo, Pericle, nell’Atene del IV secolo, un giorno andò in piazza. Si accorse che c’erano tante idee, tante opinioni, tanti problemi, tante opportunità. Decise che sarebbe tornato. Non convocò quattro amici nella sua villa per parlare dei destini dell’universo. Scese di nuovo sull’agorà e disse: “Ma voi che ne pensate?” Nacque la democrazia. Se la sinistra la considera ancora un valore – davvero, non a parole – torni alla piazza, torni ad ascoltare, torni ad alzare la testa e la voce, in un presidio permanente che chiameremo, finalmente, politica.