Bareggio – L’assessore ‘licenziata’ porta il sindaco in Tribunale

“Contro di me solo bugie, sono stata diffamata”. Un’ex assessore del comune di Bareggio, nel Milanese, non ha gradito il ‘licenziamento’ da parte del sindaco e ha portato il primo cittadino in Tribunale. La colpa del capo dell’amministrazione, per il quale era venuto meno il rapporto di fiducia, sarebbe quella di aver revocato l’assessore senza giustificato motivo

12 LUGLIO 2016

di Francesca Ceriani

BAREGGIO (MILANO) – Lo scorso martedì 14 giugno, al Tribunale di Milano, si è tenuta la prima udienza che vede coinvolti il sindaco Pd Giancarlo Lonati e l’ex assessore all’Istruzione e alla Cultura, Simona Tagliani. Quest’ultima infatti ha presentato un esposto contro il primo cittadino con l’accusa di diffamazione. Il giudice ha sentito le parti in causa riservandosi di decidere, senza fissare la prossima udienza. Il che lascia intravedere una rapida soluzione al bizzarro caso, dal momento che il titolare delle deleghe è il sindaco, che può assegnarle o revocarlo a piacimento.

I fatti

A settembre del 2015 la giunta Lonati subisce un ‘rimpasto’, in seguito alla decisione della maggioranza di ‘silurare’ proprio Tagliani. Le vere motivazioni non sono mai state chiare, nonostante siano state più volte richieste sia dall’ex assessore sia dalle minoranze. Nel decreto con cui Lonati revoca le deleghe a Tagliani il sindaco si avvale di motivazioni quali “rilevanti incomprensioni con la maggioranza”, chiarendo: “Tale situazione ha incrinato la necessaria armonia, ostacolando l’efficace raggiungimento delle finalità di ordine politico e amministrativo che si intendono perseguire a beneficio del complessivo andamento dell’Amministrazione locale”. Ed è proprio questo che Tagliani contesta: “Il sindaco, in un atto pubblico, si avvale di motivazioni che non poggiano su basi veritiere. Io non ho mai avuto forti contrasti con la maggioranza e questo è stato confermato anche in un consiglio comunale; inoltre atti ufficiali dimostrano che io ho sempre adempiuto ai miei compiti e ho portato avanti la mia attività”.

Scelta obbligata

L’ex assessore spiega anche perché ha deciso di ricorrere ai giudici: “Non ho mai potuto far valere la mia verità, non c’è mai stato modo di avere un confronto con il sindaco, quindi sono stata costretta a ricorrere alle vie legali. Secondo me ci sono tutti i presupposti del reato di diffamazione perché Lonati, con un documento pubblico, ha sostenuto cose non vere nei miei confronti, diffamandomi”. E aggiunge: “Spero che non venga relegato tutto a un discorso politico e che la vicenda non venga accantonata, perché qui si tratta di una questione personale e non politica. Sono stata diffamata: le accuse di Lonati ricadono su di me”. E il sindaco? Interpellato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.