Ossona – Ilaria Preti perde in Tribunale, assolti Mattioni e Cantarello: le carte

Pubblichiamo la sentenza del Gip di Biella, Claudio Passerini, che ha disposto l’archiviazione delle querela di Ilaria Preti (lega Nord) nei confronti dei giornalisti Ersilio Mattioni e Lucrezia Cantarello. Libera Stampa l’Altomilanese, per l’ennesima volta, viene assolta dalle accuse infondate dei politici

11 LUGLIO 2016

di Redazione

OSSONA (MILANO) – Lei, la leghista Ilaria Preti, aveva pubblicato un post su Facebook, ipotizzando di approdare alle sponde di un nuovo partito politico dopo aver abbandonato la Lega Nord. Noi, i cronisti di Libera Stampa l’Altomilanese, lo avevamo semplicemente riportato. Bene, non ci crederete. Ma per aver scritto sul giornale ciò che Preti aveva scritto su Facebook siamo stati querelati.

Niente complotti

Dalle nostre parti però non si usa strillare al complotto. Si usa invece difendersi nelle aule di giustizia. Ed è proprio quello che hanno fatto Ersilio Mattioni e Lucrezia Cantarello. Davanti al Giudice per le indagini preliminari abbiamo presentato la nostra versione dei fatti, che è stata accolta in toto. Risultato: pratica archiviata, Mattioni e Cantarello assolti, anzi prosciolti, Preti sconfitta e tutti a casa. Peccato, perché sarebbe bastato riflettere per capire che la libertà di stampa non può essere imbavagliata da un politico a cui siamo antipatici. In democrazia non funziona così. Se Preti ci avesse pensato, avrebbe risparmiato tempo e soldi per un querela senza né capo né coda. E pure noi avremmo risparmiato tempo e soldi, mentre oggi dobbiamo pagare i nostri avvocati e intanto abbiamo obbligato la giustizia a occuparsi di quisquilie.

Ennesima vittoria

Questa sarà la querela numero 50, presentata da politici permalosi, che finisce nel cestino. E ci finisce perché il nostro giornale – non fate caso a ciò che si dice in giro – non ha mai pubblicato una notizia falsa. Tanto da non essere mai stato condannato da nessun tribunale. Tutte le volte che abbiamo vinto non abbiamo mai presentato una contro-querela, per chiedere di rifonderci i danni. Ma confessiamo che stavolta la tentazione è forte, perché noi, dalla leghista Preti, siamo stati più volte offesi e denigrati. E allora arriva il momento di dire basta. Per ora ci godiamo, assieme a tutti gli amanti del giornalismo libero e indipendente, una bella sentenza di assoluzione, che cita persino la Corte europea dei diritti dell’uomo per stabilire un principio: nessuno può censurare “la libera espressione”. Viva la libertà! Viva la libertà! Viva la libertà!

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