Don Massimo Mapelli alla serata di presentazione dei volumi sulle mafie di Ersilio Mattioni Il sindaco Ottolini: “Inutile negarlo, la criminalità è anche nei nostri paesi”
BERNATE TICINO (MILANO) – “E’ inutile negarlo. Le mafie esistono anche nei nostri paesi ed entrano nelle nostre vite in maniera subdola. Ma spesso non entrano informazione e conoscenza. Per questo abbiamo organizzato un incontro per provare a capirci di più”. Con queste parole – chiare e inequivocabili – il sindaco di Bernate Ticino Alessio Ottolini ha introdotto la serata di venerdì 20 settembre in sala consiliare.
I libri e l’autore
Un incontro, voluto fortemente dalla consigliera delegata alla Cultura, Laura Paris, per presentare i tre libri del giornalista e scrittore Ersilio Mattioni (il primo sulla corruzione politico-mafiosa in Lombardia, il secondo sulla strage di Duisburg e il terzo sui narcotrafficanti di Area 51, tutti editi da Rcs-Corriere della Sera nella collana Mafie. Storie della criminalità organozzata) e per fare il punto sulla presenza della criminalità organizzata in Lombardia e nel nostro territorio.

L’intervento di Don Mapelli
Don Mapelli – cavaliere della Repubblica e presidente della onlus Una casa anche per te – ha portato all’attenzione del pubblico la sua testimonianza diretta sull’attività delle mafie, che sfruttano la fragilità degli ultimi (i migranti, i ragazzi con disagi) per assoldare manovalanza e alimentare gli affari sporchi della droga. Lo fanno anche con il traffico di esseri umani e spesso nell’indifferenza delle istituzioni.

L’origine delle mafie
Mattioni ha invece parlato dell’origine delle mafie, del loro patrimonio miliardario e della loro capacità di adattarsi al mondo che cambia, mutando pelle e maschiandosi con il resto della società, in modo da rendersi irriconoscibili.
Altri personaggi presenti
In sala, oltre gli amministratori comunali, c’erano anche gli ex sindaci Maria Pia Colombo (assieme all’ex assessora Emilia Garavaglia) e Osvaldo Chiaramonte. “Un bellissimo segnale – ha sottolineato Mattioni – perché possiamo avere idee diverse su molte cose, ma sulla lotta alle mafie è importante capire che dobbiamo stare tutti dalla stessa parte”.






