Acquistabile in edicola e anche online su Edicola Shop oppure sullo Store del Corriere della Sera: è uscito il secondo libro di Ersilio Mattioni. Si intitola “La strage di Duisburg” (GUARDA LA VIDEO-PRESENTAZIONE) e racconta la storia di una lunghissima faida della ‘ndragheta, che comincia a San Luca nel 1991 e si chiude in Germania nel 2007
MILANO – Per la collana “Mafie. Storia della criminalità organizzata” (RCS Editore), il giornalista Ersilio Mattioni racconta “La Strage di Duisburg”. Una lunghissima faida, che comincia a San Luca nel 1991 e finisce nel 2007 a Duisburg, in Germania, con una strage davanti a un ristorante italiano.
La strage di Duisburg
Una scia di sangue che lascia sul terreno sedici morti e agita i mammasantissima della ’ndrangheta, preoccupati per una carneficina fuori dai confini italiani, che mette a serio rischio gli affari delle cosche nell’Europa del Nord. I magistrati mettono sotto assedio un paesino dell’Aspromonte, considerato il cuore pulsante del potere criminale, che spesso paga colpe non sue e si porta addosso una pesante nomea.
LA VIDEO-PRESENTAZIONE DEL LIBRO
San Luca in Aspromonte
L’autore – citando il libro del sanluchese Aurelio Pelle, scritto in difesa del proprio paese – dedica diverse pagine a San Luca e alla sua gloriosa storia, indagando sulle colpe di uno Stato assenteista. “Ma oltre a chiederci se Duisburg si poteva evitare, dovremmo porci altre domande. La faida nel suo complesso – scrive Ersilio Mattioni – si poteva evitare? L’omicidio del brigadiere Carmine Tripodi nel 1985 si poteva evitare? E i morti che insanguinano un paesino della Locride dalla fondazione della Repubblica a oggi si potevano evitare? Secondo Pelle, autore del libro San Luca in Aspromonte. Lessia per le coscienze, certamente sì”.

Dalla strage di Duisburg al “gotha” della ‘ndrangheta
Il libro ricostruisce anni di inchieste, fino a quando i responsabili della strage vengono catturati, processati e condannati. Ed è proprio ricostruendo le indagini che Mattioni si imbatte nel “gotha” della mafia calabrese. Una cupola segreta e “invisibile”, dove massoneria, servizi segreti deviati, pezzi dello Stato e della Chiesa (viene approfondita la vicenda dell’ex parroco di San Luca e rettore del santuario mariano di Polsi, don Pino Strangio) si mischiano con la criminalità. Seduti allo stesso tavolo, i capi di questo potente direttorio fanno politica e danno attuazione ai loro piani eversivi.
L’autore – Ersilio Mattioni
Ersilio Mattioni, laureato in filosofia all’Università degli Studi di Pavia, è un giornalista professionista e un docente di filosofia. Ha fondato e diretto per dieci anni il settimanale Libera Stampa l’Altomilanese, occupandosi di mafie al Nord. Oggi dirige l’edizione online: www.liberastampa.net. È collaboratore de “il Fatto Quotidiano” e del mensile “FQMillennium”. Per la collana “Mafie. Storia della criminalità organizzata” (diretta dalla professoressa Barbara Biscotti) ha pubblicato “La corruzione elettorale politico-mafiosa in Lombardia” e “La Strage di Duisburg”. Di prossima pubblicazione: “Area 51: la grande inchiesta sulla droga” (un libro che racconta l’impero criminale del clan Gallace di Guardavalle, in uscita a metà luglio) e “Valle d’Aosta: crocevia della ‘ndrangheta” (in uscita il prossimo autunno).






