L’assessore Ottolini scarica la colpa su Arconate, ma l’ente ha le mani legate: intervenga l’Arpa

di Francesco Colombo

Continua la raccolta di firme promossa da cittadini di Buscate contro le puzze in via Papa Giovanni, via Aldo Moro, via Risorgimento, via Milano e viale 2 giugno. 130 sono le sigle che, in pochi giorni, sono state raccolte da un gruppo di buscatesi esasperato dagli odori. In particolare, l’olezzo si sviluppa ed è più forte nelle ore serali e costringe gli abitanti della zona a chiudersi in casa senza poter aprire le finestre. Finché è inverno, la situazione può anche essere sostenibile, ma il disagio resta comunque elevato, considerato a che a volte l’intensità degli odori è veramente elevata. C’è da capire che ruolo sta svolgendo il Comune di Buscate nella vicenda. Fino ad oggi l’assessore all’ecologia, Valeriano Ottolini, ha semplicemente scaricato la colpa sul Comune di Arconate, sostenendo che lo stabilimento da cui si sviluppano gli odori sarebbe su territorio arconatese. Il problema è che si tratta di un impianto di compostaggio privato e l’Amministrazione comunale non è in potere di imporre scelte o predisporre controlli forzati. Sullo sfondo, un contenzioso legale-amministrativo che prosegue da anni e che ha già visto il privato vincitore. Tocca quindi agli enti preposti competenti, come Arpa e Asl, svolgere controlli accurati per capire da dove si sviluppi la puzza che, a certi orari, paralizza parte del paese buscatese. E il Comune di Buscate, in questa partita, potrebbe giocare un ruolo di pressing affinché i dirigenti del caso svolgano il loro lavoro il più presto possibile.

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