Caos nel municipio di Bareggio: scelta la responsabile del procedimento del cimitero, ma lei non ci sta. “Nomina illegittima”, giunta sotto accusa

di Francesca Ceriani

BAREGGIO (MILANO) – Nominata la nuova responsabile del procedimento per la riqualificazione del cimitero di Bareggio, ma la nomina potrebbe essere illegittima. Continua a far discutere la privatizzazione del camposanto cittadino.

Cimitero di Bareggio: è il caos

Ha dell’incredibile quanto successo a luglio nel municipio di Bareggio, in provincia di Milano. L’amministrazione comunale a trazione leghista, infatti, ha preso una decisione che non è andata giù a molti. Il sindaco Linda Colombo e i suoi hanno incaricato la responsabile dell’Ufficio Anagrafe, la dipendente Patrizia Di Crescenzo, come direttore dell’esecuzione del contratto dei lavori accessori, adeguamento, riqualificazione del cimitero e realizzazione di nuove sepolture. Una scelta che ha fatto parecchio discutere e che ha colto di sorpresa la stessa Di Crescenzo. La dipendente, infatti, ha sin da subito manifestato la sua contrarietà al procedimento, in quanto non ha le competenze adatte. D’altronde la funzionaria di occupa di servizi demografici, mentre del cimitero si dovrebbe occupare l’ufficio tecnico.

Caos cimitero, il ruolo della segretaria comunale

Di fronte alle sue rimostranze, la segretaria comunale, Miranta Colacicco, avrebbe fatto presente che al Tecnico nessuno aveva accettato l’incarico e che di conseguenza l’amministrazione, non sapendo a chi rivolgersi, avrebbe optato per la dipendente Di Crescenzo, senza nemmeno consultarla. Il suo compito sarà quello di verificare il regolare andamento del nuovo contratto per il cimitero. Mansione per la quale non ha nessuna competenza specifica, va ribadito. Tant’è che anche il responsabile degli Affari generali (‘capo’ diretto di Di Crescenzo), Christian Dragà, ha sottolineato in una mail alla giunta l’illegittimità dell’atto, negando il nulla osta per il nuovo incarico della funzionaria facente capo al suo settore, in quanto non sussiste l’assenso da parte di quest’ultima (e nemmeno di Dragà stesso, appunto) e in quanto la dipendente non è assegnata all’ufficio che dovrebbe seguire il procedimento, ovvero il Tecnico.

La lettera al Prefetto

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Dragà e l’associazione sindacale dei dipendenti pubblici, ritenendo la nomina illegittima, hanno segnalato la vicenda all’Ispettorato della funzione pubblica e al Prefetto. “E’ grave che nessun dipendente dell’Ufficio tecnico accettato la nomina – commenta il capogruppo del Pd, Tina Ciceri – Di Crescenzo, per sua stessa ammissione, non ha le competenze visto che si occupa di altro. Se il settore patrimonio non riesce a portare avanti i lavori di sua competenza, non sarebbe il caso di togliere al responsabile la sua posizione organizzativa? Inoltre è inaccettabile che la segretaria comunale non trovi una soluzione idonea, mettendo in grave difficoltà una dipendente comunale”.

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