Corbetta – Droga nell’auto della comandante dei vigili: assolto il complice, si riapre il caso?

L’albanese Marigen Memushi assolto dalla Corte d’appello. Una vicenda (per leggerla clicca qui) che sembrava chiusa all’improvviso si riapre: i nuovi risvolti potrebbero essere clamorosi

di Attilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – Clamoroso colpo di scena al processo di appello a carico del 48enne di origine albanese Mariglen Memushi. Quello che per la Procura era il presunto complice di Salvatore Furci è stato assolto “per non aver commesso il fatto”. Non fu Memushi a piazzare nel gennaio del 2020 cinque dosi di cocaina nell’auto del comandante della Polizia locale di Corbetta, Lia Vismara. Quesy’ultima acveva anche eseguito un test anti droga per dimostrare la sua estraneità (in foto).

Le accuse al complice

Per la Procura della Repubblica era stato lui collocare la droga sotto il tappetino dell’auto della comandante dei vigili corbettesi, parcheggiata fuori da una palestra di Baranzate. Poi avrebbe poi fatto una telefonata anonima alle forze dell’ordine, accusando Vismara di essere una consumatrice di droga e spacciandosi per il suo pusher.

Il ruolo di Furci

Sempre secondo l’accusa, Memushi avrebbe agito per conto dell’ex agente di Polizia locale Salvatore Furci. Furci è stato condannato in primo e secondo grado (ma è da ritenersi innocente fino alla sentenza definitiva) per aver fatto piazzare, nel gennaio 2020, cinque dosi di cocaina nell’auto di Lia Vismara, comandante della Polizia locale di Corbetta. Furci, sempre secondo il teorema accusatorio, avrebbe agito per vendicarsi del fatto che Vismara, suo superiore all’epoca, non lo aveva dichiarato idoneo dopo un periodo di prova e non era quindi stato assunto.

L’arresto e la condanna di primo grado

Il presunto complice Mariglen Memushi era stato arrestato nell’aprile del 2022. Al termine del processo con il cosiddetto rito abbreviato, l’albanese fu condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per detenzione e cessione di droga e per calunnia.

Il processo di secondo grado

La quinta sezione della Corte d’appello di Milano, presieduta da Monica Fagnoni, ha però ribaltato il verdetto. Nonostante che il sostituto procuratore generale Maria Vittoria Mazza avesse chiesto la conferma della condanna di primo grado, i giudici hanno assolto Memushi. Nel corso del dibattimento, l’avvocato Antonio Buondonno è infatti riuscito a dimostrare, anche attraverso complesse consulenze foniche, che Mariglen Memushi non era il presunto complice di Salavatore Furci. Il 48enne albanese è stato così assolto con la più ampia delle formule, ovvero “per non aver commesso il fatto”. 

Le conseguenze

È presto per dire se questa clamorosa sentenza avrà conseguenze sul processo a carico di Salvatore Furci. L’ex vigile è stato condannato in primo grado a 8 anni e 4 mesi di carcere. Nello scorso luglio, la Corte d’appello di Milano ha in pratica dimezzato la pena, riducendola a 4 anni e 6 mesi.

Il ricorso di Furci in Cassazione

I legali di Furci, come ci ha confermato l’avvocato Paola Bonelli, sicuramente ricorreranno in Cassazione. E’ difficile pensare che non punteranno anche sull’assoluzione di Memushi, che a questo punto non è più il complice. Visto che non è stato il 48enne albanese a collocare materialmente la droga nell’auto della comandante Vismara né a fare la telefonata alle forze dell’ordine, il castello accusatorio contro Furci diventa oggettivamente più debole.