Ci saranno cardiologi, anestesisti, rianimatori, medici specializzati e infermieri per curare, in caso di bisogno, deputati e senatori. Oggi per il Covid-19, in futuro per tutto il resto. Così la ‘casta’ si protegge, ovviamente gratis

6 GIUGNO 2020

di Ersilio Mattioni

ROMA – Cambiano i tempi, non le abitudini. La ‘casta’ è sempre la ‘casta’, indipendentemente dalla casacca che indossa. E allora non stupisce leggere, oggi in prima pagina su Il Fatto Quotidiano, l’ultima trovata di senatori e deputati.

Clinica anti-Covid

In questi mesi, ai nostri parlamentari, non è successo nulla, ma in futuro non si sa mai. Meglio essere previdenti. Al punto da pensare a un presidio sanitario attrezzato di tutto punto. Il bando è già pronto (perché la politica, quando vuole, sa anche essere veloce nelle decisioni) e la spesa complessiva ammonta a 5 milioni di euro.

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Dalla Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia al Pd-Leu, passando per quel che resta del centro e per il Movimento 5 Stelle, nessuno ha avuto nulla da ridere. Tutti d’accordo. Del resto, chi potrebbe mai opporsi a un mini ospedale con medici specializzati, cardiologi, rianimatori, anestesisti e un stuolo di infermieri in servizio permanente?

Non si bada a spese

Deputati e senatori non faranno economie. E affinché non vi siano dubbi, l’hanno pure scritto nel bando: “Il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione”.

Chi paga?

Quanto alle cure che i nostri politici riceveranno, quanto costeranno? Ma soprattutto, chi le pagherà? La risposta per ora non c’è. Anche se è intuitiva. Pagheranno loro a prezzi di saldo. Un po’ come succede alla buvette, dove un risotto costa 2 euro e un filetto di manzo poco di più.

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