Inchiesta della Guardia di finanza sul capo dei vigili, che ne approfittava per consumare pasti gratis: era soprannominato “Il mangione”. Tra i favori ricevuti anche vacanze all’estero

9 SETTEMBRE 2020

di Francesca Ceriani

PONTE TRESA (VARESE) – Pasti gratuiti in cambio di favori: arrestato il comandante della Polizia locale di Ponte Tresa, in provincia di Varese.

Le indagini

La Guardia di Finanza di Luino ieri, martedì 8 settembre, ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del comandante della Polizia locale del comune di Ponte Tresa, in provincia di Varese. Obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per altre 4 persone per il reato di corruzione. Le indagini, svolte mediante l’acquisizione di documenti amministrativi e contabili, appostamenti e pedinamenti, hanno permesso di porre fine a una corruzione che durava da anni.

I favori

Secondo l’accusa, il capo dei vigili avrebbe sfruttato il suo ruolo per favorire commercianti e ambulanti. A seconda dei casi, il comandante avrebbe omesso di contestare diverse violazioni, in cambio di beni materiali e di consumo ceduti gratuitamente. Il pubblico funzionario infedele, in particolare, avrebbe piegato la propria funzione al servizio di commercianti di etnia straniera. Per loro era diventato un punto di riferimento in municipio.

Il mangione

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L’agente avrebbe addirittura organizzato riunioni nel proprio ufficio, ricevendo in cambio la somministrazione di pasti gratuiti, sino a venire soprannominato con l’appellativo “il mangione”. Il comandante, inoltre, in occasione del mercato settimanale, si sarebbe prestato a controlli meno rigidi nei confronti degli ambulanti a lui “vicini”, omettendo di rilevare diverse irregolarità nell’occupazione delle aree pubbliche.

Le vacanze

In cambio riceveva prodotti venduti dagli stessi commercianti, prelevando in maniera sistematica interi borsoni di prodotti alimentari senza pagare nulla. Tra i favori, persino vacanze gratis all’estero. Il comandante effettuava controlli più rigorosi nei confronti di ambulanti che non si prestavano a tali comportamenti di favore.

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