L’associazione moschea Abu Bakar di Magenta, nel Milanese, ha invitato i cittadini a partecipare alla celebrazione per combattere i pregiudizi e le fake news diffusi dalla Lega. Presente anche il parroco: “Le istituzioni siano più mature”

14 AGOSTO 2019

di Elisa Turati

MAGENTA (MILANO) – L’associazione moschea Abu Bakar Magenta ha festeggiato insieme ai suoi fedeli la Festa del sacrificio con una celebrazione aperta al pubblico. Non ci sono stati sgozzamenti di animali né spargimenti di sangue, ma solo un clima di pace e condivisione che ha portato anche molti curiosi di fede e nazionalità diversa a entrare nell’area di via Crivelli, luogo in cui si è svolta la celebrazione mercoledì 14 agosto dalle 8.30 alle 9.30.

Il significato della festa

La festa del sacrificio, Eid al-Adha in arabo, è una festa praticata in tutto il mondo islamico e si svolge annualmente seguendo il calendario lunario. Quest’anno i festeggiamenti sono cominciati domenica 11 agosto e termineranno giovedì 15 agosto. Questa ricorrenza celebra l’episodio presente sia nella Bibbia che nel Corano, in cui Dio chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio Ismaele come prova di fede. Secondo le scritture, il sacrificio venne fermato dall’arcangelo Gabriele come segno di riconoscenza per l’ubbidienza, salvando Ismaele che fu sostituito da un montone. Il rituale prevede lo sgozzamento di un animale (montone, pecora, mucca o cammello) e la suddivisione della carne in tre parti, una delle quali va consumata subito tra i familiari. La seconda parte, invece, viene conservata e consumata in un altro momento; mentre la terza porzione viene destinata ai poveri della comunità che non possono permettersi di acquistare la carne. La celebrazione comincia sempre con una breve preghiera per poi proseguire con una corale e concludersi con il sermone tenuto dall’imam, la guida spirituale esperta della preghiera islamica

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Lo scontro con l’amministrazione Calati e la decisione del Tar

Il clima disteso di letizia e gioia è stata una risposta importante all’amministrazione magentina di centrodestra guidata del sindaco Chiara Calati e a tutti coloro che hanno manifestato il loro dissenso (a volte esagerando con toni e termini) nei confronti di questa festa. L’associazione, nel mese di giugno, aveva avanzato al comune la richiesta di ottenere un luogo pubblico per poter festeggiare questa ricorrenza ma la giunta Calati aveva risposto picche spiegando che, essendo un evento a carattere religioso, essa non era compreso nello statuto del comune, aggiungendo, inoltre, che il regolamento di Polizia Urbana vieta manifestazioni all’interno di parchi pubblici salvo autorizzazione se ritenuti di particolare interesse e previa richiesta 30 giorni prima dell’evento. L’associazione, ha deciso così di rivolgersi al Tar (tribunale amministrativo regionale per la Lombardia) il quale ha ritenuto non opportune le giustificazioni del diniego avanzate da Magenta e non rispettanti dell’art. 17 della Costituzione che vieta le riunioni in luogo pubblico solo ed esclusivamente per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica. Così il comune ha dovuto sborsare quasi 14.000 euro per combattere una battaglia già persa in partenza.

Le fake news e la stampa nazionale

Sul caso Islam la città si è divisa in due: se da un lato molti cittadini hanno dimostrato solidarietà e sostegno all’associazione, altre persone hanno appoggiato la scelta dell’amministrazione arrivando addirittura a diffondere la fake news di uno sgozzamento in massa di animali durante la cerimonia. La notizia falsa è finita anche sui giornali nazionali (Libero, Ansa, Il Fatto Quotidiano, il Giorno, il Giornale), alcuni dei quali hanno raccolto e riportato le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini e di Michela Vittoria Brambilla, deputato di Forza Italia: Salvini ha chiesto una verifica sulla Festa del sacrificio, mentre Brambilla ha parlato di un’inaccettabile “macellazione di animali” senza stordimento preventivo. Peccato però che né l’associazione né il Tar abbiano mai accennato allo sgozzamento di alcun animale e l’unica cosa uccisa durante la celebrazione è stata l’ignoranza di chi ha diffuso notizie false per partito preso.

La celebrazione

Alle 8 del mattino l’associazione stava lavorando per addobbare l’area di via Crivelli: palloncini; numerosi tappeti disposti per terra funzionali alla preghiera; uno spazio destinato a donne e bambini; sedie per accogliere chiunque volesse assistere alla celebrazione; cibo e bevande da condividere con i fedeli e anche con gli spettatori. Il sermone si è svolto in lingua araba e alcune parti sono state successivamente tradotte da Munib Ashfaq, uno dei membri dell’associazione. Una celebrazione all’insegna della condivisione, della pace e della serenità. “La festa del sacrifico non è solo pellegrinaggio o sgozzamento di animali- da dichiarato Munib- Ma un periodo di preghiera intenso e un’occasione per scambiarci doni riunendoci in famiglia. Cari fratelli, a nome dell’associazione vorrei ringraziare tutti voi per aver partecipato e aver trasmesso un grande messaggio di vittoria; una vittoria non dei musulmani magentini ma di tutti i magentini e della città di Magenta. E’ un giorno storico”. Alla festa era presente anche Don Giuseppe Marinoni, parroco della Comunità pastorale magentina, che fin dall’inizio si è schierato dalla parte dei musulmani: “Questa è una festa di fede e di gioia in cui si fanno doni, perché si vuole che essa sia contagiosa: ogni essere umano ha bisogno di gioia. Auguri, perché questi giorni siano di fratellanza e di un cammino condiviso insieme”. “Spero che in futuro le istituzioni siano più mature per cogliere i segnali da parte della città e si accorgano che Magenta è di tutti”, ha commentato il segretario del Pd magentino Luca Rondena, mentre sulla piazza virtuale il consigliere comunale e capogruppo Pd Enzo Salvaggio scrive: “Ci sono due aspetti che mi piace sottolineare: il primo parla di leggi italiane buone che permettono la libertà di culto e che grazie al principio di sussidiarietà lasciano che tutti possano vivere la propria identità arricchendo la comunità dove vivono; mentre il secondo ci racconta di una comunità che vive una fitta rete di relazioni nella nostra città. Gran giorno per Magenta all’insegna dell’umiltà della reciproca conoscenza e del dialogo”. Alla celebrazione era presente anche il capogruppo di ‘Magenta Popolare’ Massimo Peri (unico esponente della maggioranza), il consigliere Pd Paolo Razzano e l’ex assessore Tino Viglio (Forza Italia). Quest’ultimo, ingegnere di professione, ha avuto un ruolo importante in questa vicenda: ha garantito, tecnicamente, sul collaudo dell’area di via Crivelli, togliendo così ogni alibi alla giunta a trazione Lega, che voleva negare i permessi adducendo ragioni di sicurezza. Presente infine pure il presidente della Pro Loco, Pietro Pierrettori, il quale ha lanciato un messaggio di speranza importante: “Spero ci sia sempre la possibilità di integrarsi e costruire la ‘Magenta del domani’. Auguri a tutti voi e siate felici a Magenta”.

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