Figuraccia della giunta a Magnago, nel Milanese: dedicata una via al partigiano Maurizio Macciantelli, ma il Comune storpia il suo cognome

29 GIUGNO 2018

di Deborah Alì

MAGNAGO (MILANO) – Sarà di certo ricordato per sempre a Magnago con Bienate, comune dell’Altomilanese, il partigiano Maurizio Macciantelli, anche se per motivi per nulla eroici.

Il pasticcio

ll Comune di ha voluto omaggiarlo dedicandogli una via: peccato, però, che alcune lettere del cognome siano state invertite e omesse, trasformandolo in ‘Manciatelli’. Un errore, tra l’altro, commesso non una ma per ben due volte. Nella strada, infatti, sono stati posizionati sia il classico cartello di metallo che una targa in pietra sul muro di una casa. E proprio questa sarà difficilmente rimediabile, nonostante le continue richieste dei residenti, indignati dal clamoroso quanto incredibile errore.

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Le giustificazioni del Comune

“Ovviamente è stato uno sbaglio, nel caso specifico – commenta Massimo Rogora, capogruppo della maggioranza di centrosinistra – sembrerebbe di battitura. Occorrerebbe capire chi è stato. In ogni caso forse sarà sufficiente correggere la scritta senza installare un cartello nuovo”.

La biografia

Maurizio Macciantelli è nato a Nova Milanese il 13 marzo 1924 ed è morto a Busto Arsizio il 24 luglio 1944. La sua storia è stata ricostruita dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, grazia alla quale la sua morte, purtroppo atroce, non è mai stata dimenticata. Poco dopo l’armistizio aveva costituito il primo distaccamento garibaldino volante della Valle Olona, ma viene mortalmente colpito durante una delle sue audaci azioni, l’ennesimo attacco a un camion di tedeschi. Il cadavere viene utilizzato dai fascisti per terrorizzare la popolazione di Busto Arsizio: legato per i piedi a un carro, Macciantelli viene trascinato lungo le strade della cittadina per ‘dare una lezione’ agli abitanti. La risposta della Resistenza arriva poco dopo: la 102esima brigata Garibaldi prene il nome del giovane, il cui corpo era stato così brutalmente straziato.

I precedenti 

Nella sezione ‘Donne e Uomini della Resistenza’ si legge, inoltre, che nel dopoguerra un semplice cippo (un tronco di colonna poggiato su un masso) è stato eretto, a fianco della strada per Lonate, sul luogo dove il giovane operaio era stato raggiunto dai proiettili dei tedeschi negli anni, ma la fotografia del ragazzo è stata più volte asportata, senza che siano mai stati identificati i vandali”. Pare, quindi, un vezzo del destino che il ricordo del giovane partigiano Macciantelli debba in qualche modo essere pregiudicato. Negli altri paesi che hanno voluto dedicargli una via, come Nova Milanese, Lonate Pozzolo e Cassano Magnago, per fortuna non ci sono stati errori di sorta.

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