Il giornalista e scrittore ha voluto ricordare l’ex sindaco Giuseppe Baglio, di cui era amico: “Tutti i vittuonesi, tutti, lo hanno conosciuto e gli hanno riconosciuto doti e virtù straordinarie di reggitore, di inflessibile capacità di lavoro per il bene comune”

20 OTTOBRE 2020

di Redazione

VITTUONE (MILANO) – Il giornalista e scrittore Paolo Sciortino ha voluto ricordare l’ex sindaco di Vittuone, Giuseppe Baglio, deceduto lo scorso 11 ottobre a 92 anni. Baglio, esempio di rettitudine, onestà e competenza, governò per oltre 20 anni: fu sindaco, iscritto al Partito comunista italiano, dal 1975 al 1998.

Baglio, il comunista che fu pastore

“Quando muore il drago, in Cina, il popolo assiste in silenzio, come quando si resta muti dopo la fine di un incendio. Al termine di un evento prodigioso. Giuseppe Baglio era nato nel 1928, nell’anno del drago cinese, il più rispettato, temibile, onorato e rimpianto degli animali dello zodiaco del Paese dei Mandarini. Non solo, anche l’unico animale mitologico dei dodici che costellano gli anni del calendario. Il vecchio sindaco di Vittuone è morto nel 2020, anno del Topo, anno di carestie e pestilenze. Mai come quest’anno dobbiamo dare ragione all’astrologia cinese. In quest’anno sventurato ci tocca più piangere e rimpiangere, che celebrare. La fine della vita celebre di Giuseppe Baglio, tuttavia, è una occasione degna per potere fare entrambe le cose”.

Una battaglia civile

“La ‘guerra fredda’ del gran vecchio Peppino, comunista che volle il palazzo del Comune in piazza, davanti alla chiesa, eletto sindaco nella metà degli anni ‘70, in piena divisione dei blocchi ideologici, e militante in carica ininterrotta fino alla metà degli anni ‘90, è stata invece per decenni una battaglia di dignità rovente, anche prima dell’investitura, e dopo la cessione della prima poltrona all’antagonista cattolico. Una battaglia civilissima di passione temprata nella ragione, di giustizia tenace mai soffocata nei compromessi consociativi, di tolleranza e di pietà eticamente cristiane, mai annacquate nell’ipocrisia e nel luogo comune”.

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“Tutti i vittuonesi, tutti, lo hanno conosciuto e gli hanno riconosciuto doti e virtù straordinarie di reggitore, di inflessibile capacità di lavoro per il bene comune, tanto che nella storia delle sue sindacature il consenso era stato spesso quasi plebiscitario, espressione manifesta della sua inoppugnabile onestà. Dell’onestà sostanziale di tanti concittadini devoti ad altra confessione che però hanno voluto Baglio come sindaco. E anche come pastore, si può ben dire. Sulle ceneri che lasciano il ricordo, infiammato di vita prodigiosa, di questo fortissimo drago restiamo in silenzio”.

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