Un successo al di là delle aspettative per il faccia a faccia tra gli aspiranti sindaci di Magenta, organizzato dal settimanale Libera Stampa l’Altomilanese (in collaborazione con Corrierealtomilanese.com, che ha realizzato la diretta streaming: GUARDA IL VIDEO). Nell’aula consiliare, ieri sera, sono arrivate 250 persone, mentre altre migliaia hanno seguito ‘L’ultimo duello’ sul web e sulle frequenze di Radio Magenta

23 GIUGNO 2017

di Giulia Mauro

MAGENTA – Elezioni 2017, ultimo duello a Magenta, nel Milanese, tra il sindaco uscente Marco Invernizzi (centrosinistra) e lo sfidante del centrodestra, Chiara Calati. E’ stato il nostro giornale, Libera Stampa l’Altomilanese, a organizzare ieri sera un confronto seguitissimo: 250 persone in sala e altre migliaia in diretta streaming su Facebook, realizzata dai colleghi di Corrirealtomilanese.com, Francesco Bienati e Camilla Politi. Il faccia a faccia è stato seguito dei cittadini anche su Radio Magenta, che lo ha trasmesso live dall’aula consiliare. Moderatore del dibattito Ersilio Mattioni, direttore del nostro sito web, che ha posto ai due candidati le domande, toccando molti argomenti con l’aiuto dei colleghi della stampa. C’erano veramente tutti, a cominciare da Emanuele Torreggiani, di cui il nostro direttore fu allievo. C’erano Giovanna Maria Fagnani del ‘Corriere della Sera’, Fabrizio Valenti del ‘Giorno’, Danilo Lenzo della ‘Libertà’, Laura Invernizzi di ‘Radio Magenta’ e Fabrizio Provera di ‘Ticino Notizie’.

Il clima

I due eserciti del centrodestra e del centrosinistra si sono scontrati più volte, tra applausi, boati e provocazioni, ma alla fine gli aspiranti sindaci sono stati corretti e signorili, avendo avuto peraltro a disposizione tutto lo spazio necessario per ragionare.

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elezioni 2017 magenta l'ultimo duello
Foto ricordo, i due candidi sindaci con tutta la stampa presente

Il primo turno

Le votazioni dell’11 giugno si erano concluse così: 30.7% per Invernizzi contro lo schiacciante 46,7% di Calati. La quale ha sottolineato come “questi 16 punti siano un grande motivo d’orgoglio per lei e per i partiti che la sostengono. Un risultato ottenuto grazie a una campagna elettorale vicina ai cittadini e alle associazioni”. Non solo, secondo Calati, unione, cooperazione e compattezza sono i tre elementi su cui si fonda il progetto politico: “Il centrodestra si è unito su un programma di intenti per il futuro della città, un futuro concreto e compatto”. Invernizzi, dal canto suo, ammette: “Non mi aspettavo un tale distacco, ma c’è da considerare che chi amministra, in condizioni ormai molto difficili date anche dalle ristrettezze economiche, spesso viene penalizzato dagli elettori”. Ribadisce, però, le scelte degli ultimi cinque anni di governo: “Concretezza e progetti a lungo termine”.

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Marco Invernizzi centrosinistra) e Chiara Calati (centrodestra)

Il rebus dell’affluenza

Si tocca un tema importante e anche un po’ allarmante: un calo dei votanti di quasi il 10% dal 2012 al 2017 (forse per colpa anche dei politici?). Questi dati (a Magenta l’11 giugno si è recato alle urne meno del 60%) non preoccupano la candidata del centrodestra, ottimista per il futuro, perché vede segnali in controtendenza. Al contrario, l’attuale sindaco individua una causa di questo declino: “Un certo uso dei social network, dove ampio spazio è occupato da critiche distruttive e lamentele continue. E le critiche fanno più rumore delle azioni portate a termine”. Sia Invernizzi sia Calati, però, dicono di aver incontrato e parlato con molte persone che non si sono recate alle urne al primo turno e che, invece, lo faranno al ballottaggio.

Il progetto ex Saffa

Boati, lamentele e critiche rompono il silenzio che, per la prima mezz’ora, aveva regnato in sala consiliare. Al punto che il moderatore deve intervenire più volte per riportare la serenità. E’ il progetto di riqualificazione dell’ex Saffa il tema più caldo di tutta la serata, insieme ai suoi 2.000 posti di lavoro promessi dal sindaco Invernizzi e soggetti a continue critiche dal centrodestra. Invernizzi insiste: “Stiamo portando a Magenta un progetto straordinario. La verità è un’altra: il centrodestra lo sa e lo vuole gestire al nostro posto”. Il primo cittadino spiega in sintesi il progetto: servizi, strutture per giovani e anziani, un Museo della scienza e della tecnica (come quello di Milano, con in più i laboratori), un centro di produzione musicale, l’integrazione adulti-giovani, la realizzazione di una città in miniatura per promuovere l’educazione stradale, un incremento del turismo, una casa di riposo e l’housing sociale. A tutto ciò si unirebbe anche la collaborazione dell’Umanitaria che sta lavorando per la costruzione di un centro universitario e di ricerca. Ma Calati non si convinta della bontà del progetto: “Un’iniziativa concepita senza dapprima aver risolto i gravi problemi della viabilità che affliggono Pontenuovo, senza aver parlato a sufficienza della bonifica dell’ex area industriale”. Poi la nuova proposta del centrodestra: “Un’idea di sviluppo totalmente diversa: un campus universitario e un’agenzia del farmaco, da realizzare in accordo con Regione Lombardia”.

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Gli sfidanti lanciano un appello agli indecisi: si vota domenica 25 giugno

Migranti e accoglienza

La discussione verte poi su un altro tema assai dibattuto in questi ultimi anni: l’accoglienza dei migranti (prima solo alla Vincenziana e, da luglio, alla Cascina Calderara). Visioni nettamente opposte e contrastanti, quelle di Invernizzi e Calati. Dalla destra parte un grido di esigenza di chiarezza nella gestione dei profughi, che deve attuarsi in un’integrazione biunivoca nel rispetto delle regole della città. A sinistra, invece, si ricorda che è la prefettura a fare i bandi per ospitare i migranti. Poi il sindaco chiosa: “Ci tengo a dirlo, perché qualcuno diffonde informazioni false: il comune di Magenta non ha mai speso soldi per l’accoglienza, soldi che arrivano direttamente dal governo”.

La provocazione

Invece di chiedere ai candidati sindaci di lanciare un appello al voto, il moderatore pone la domanda in altro modo: perché non votare il proprio rivale? La tensione si taglia con il coltello. La risposta di Calati è netta: se volete una città nel degrado, le strade rovinate, l’aumento dei furti e la scarsa sicurezza all’ospedale, allora continuate a votare centrosinistra”. Invernizzi, però, si sottrae alla domanda: non vuole dire perché non votare il suo avversario, ma insiste sulla proposta politica del centrosinistra per “un’amministrazione che pensa davvero a tutti”.

Il toto-assessori

Se Calati vince, quale sarà la sua giunta? E’ un nervo scoperto, questo, per il candidato del centrodestra, che vuole tenere le mani libere: “Ci penseremo se e quando vinceremo”. Calati, d’altra parte, deve fare i conti con partiti storici e strutturati, che hanno tutti qualche pretesa gli assessorati. Meglio non litigare prima del ballottaggio. Il sindaco Invernizzi, invece, annuncia due novità in caso di vittoria: “Il vicesindaco sarà Enzo Salvaggio (“Golden boy del Pd”, come lo ha definito Paolo Razzano, anche in virtù delle 709 preferenze raccolte), mentre Marco Tunesi di Pontenuovo (molto noto in frazione anche per il suo impegno nel volontariato, dal gruppo ‘Il Ponte’ alla parrocchia) sarà assessore”.

Etica e politica

Sul maxi schermo della sala consiliare appare l’immagine dell’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Riflettori accesi sull’ultimo punto: etica e politica. Giovanna Maria Fagnani del ‘Corriere della Sera’ porta al centro del dibattito una riflessione sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Magentino, citando le inchieste di Libera Stampa l’Altomilanese. Entrambi i candidati, a parole, sono d’accordo sulla lotta alla mafia e all’illegalità. Ma Invernizzi aggiunge qualcosa in più: “Prima di tutto ci sono i comportamenti individuali: un favore a questo, una strizzatina d’occhio all’altro. Ecco, la politica deve avere il coraggio anche di dire no, a costo di perdere qualche voto. Non bisogna essere disposti a tutti pur di vincere le elezioni”.

I ‘big’ in città

Ovazione in sala da parte dei supporter del centrodestra, quando viene proiettato il video-appello di Silvio Berlusconi a favore di Calati, cui segue il massaggio di Giuliano Pisapia, che riserve a Invernizzi parole molto belle. La discesa in campo dei ‘big’, solo per Magenta, testimonia l’attenzione della politica regionale e nazionale per le sorti della Città della Battaglia.