Multata perché ha parcheggiato 3 centimetri fuori dagli spazi: surreale. Ma nella città della Battaglia i vigili sono scatenati e ogni anno nelle casse comunali entrano 600.000 euro. La chiamano tolleranza zero, ovviamente verso gli automobilisti. Si ride per non piangere

29 APRILE 2016

di Redazione

MAGENTA (MILANO) – C’è una certa differenza tra venire multati in circostanze normali e venire multati da un vigile elegante. Insomma, ti incazzi lo stesso perché magari (guardare la foto per credere) hai lasciato l’auto 2-3 centimetri fuori dagli spazi per correre a prendere il treno, dopo aver fatto 5 giri dell’isolato, però poi guardi quelle divise impeccabili, ultimo modello, così ti passa la rabbia. Ecco, sarà forse stato questo il ragionamento della giunta magentina prima di votare lo stanziamento di 20.000 euro per le nuove divise degli agenti. Del resto, un’altra spiegazione non esiste. La crisi ha colpito ogni singolo settore della vita amministrativa e ha provocato tagli ovunque. Al punto che il trasporto scolastico è ridotto ai minimi termini, le associazioni devono mendicare qualche spicciolo e pure gli oratori (ma questo non è un male) non si abbeverano più alla pubblica greppia. Non basta: le strade sono un colabrodo, i parchi sono trascurati (e per quello del quartiere Nord l’assessore Enzo Salvaggio ha persino detto che di soldi da spendere non ne ha, perché le priorità sono altre) e si discute, pur di recuperare soldi, attorno ai parcheggi a pagamento. Sono tempi duri, lo sappiamo. E sbaglia chi fa paragoni con un passato non più riproducibile, quando si poteva alimentare la spesa corrente con gli oneri di urbanizzazione. Noi, semplici osservatori della politica cittadina, non ci siamo mai sognati di dire che la colpa dei tagli sia della giunta Invernizzi- Razzano, che anzi ha il merito di aver condotto una lotta seria (come mai si era fatto) all’evasione, recuperando 3 milioni di euro. Poi però questa brusca caduta, di stile e di sostanza. Già, perché spendere 20.000 euro per le divise dei vigili lascia senza parole. Uno, perché quelle che oggi indossano gli agenti non sono affatto da buttare. Due, perché gli uomini del comandante Monica Porta devono garantire la sicurezza e non sfilare sulle passerelle. Tre, perché (per usare le parole dell’assessore Salvaggio) “le priorità sono altre”. Decisamente altre.

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