Magenta, l’ex capo ufficio tecnico Biolzi indagato a Pavia. Fu minacciato dalla ‘ndrangheta per la discoteca Dubai, il giallo dell’incontro con il boss

Si indaga su appalto da 193.000 euro. Nel 2012 l’ingegner Biolzi fu picchiato e minacciato da soggetti legati alla ‘ndrangheta. Poi si rivolse a un imprenditore di Boffalora, che gli consigliò di cercare protezione

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – L’ex capo dell’ufficio tecnico Giovanni Biolzi (in foto) è indagato a Pavia. Ingegnere, fu dirigente del Comune ai tempi del secondo mandato del sindaco Luca Del Gobbo, dal 2007 al 2012. Il reato ipotizzato è frode nelle pubbliche forniture insieme ai titolari di una ditta di San Donato Milanese.

La perquisizione nell’ufficio di Biolzi

Nei giorni scorsi la guardia di finanza ha fatto irruzione nel suo ufficio per una lunghissima perquisizione, durata dalle 8 del mattino fino a sera. L’ampia documentazione sequestrata è ora nelle mani dei magistrati pavesi, titolari di un’inchiesta che riguarda anche altre persone: imprenditori, funzionari e politici. 

L’ appalto poco chiaro del parco Moruzzi

Tutto nasce da un appalto da 193.000 euro per riqualificare un’area verde – il cosiddetto parco Moruzzi – tra il 2021 e la fine del 2022 da una giunta di centrodestra e in particolare da un assessore della Lega. I lavori furono assegnati a una ditta di San Donato Milanese, che fu oggetto di un esposto da parte dei residenti. La piantumazione di 4.000 alberelli, prevista dal progetto, si trasformò in un disastro: le piante morirono dopo pochi mesi.

Il subappalto

Quell’intervento, in realtà, era stato subappaltato senza l’autorizzazione del Comune. Insomma, un appalto che desta dubbi e sospetti, anche per una serie di operazioni truffaldine da parte degli operatori privati, tra cui due fatture per operazioni inesistenti e una spesa (quella per la piantumazione) ‘gonfiata’ dell’82% .

Le inchieste di mafia a Magenta

A Magenta Biolzi – indagato a piede libero e presunto innocente – lega il suo nome a un periodo particolare per la città e per il territorio, quello delle inchieste di mafia. Nel 2012 furono arrestate 21 persone nel Magentino ed emerse un brutto spaccato di criminalità organizzata, con i tentativi della ‘ndrangheta – in buona parte riusciti (Sedriano verrà sciolto per mafia) – di insediarsi nel tessuto socio-economico dei paesi dell’Altomilanese.

Il caso della discoteca Dubai

In città fece scalpore il caso della discoteca Dubai, perché l’imprenditore Rocco Mongiardo, in attesa di permessi che non arrivavano, si presentò in municipio con il ‘collega’ Franco Rigoli: i due si diressero all’ufficio tecnico per picchiare con calci e pugni Biolzi e il suo vice Andrea Schinocca.

Le minacce a Biolzi

Preoccupato per le minacce ricevute, Biolzi si confidò con un controverso imprenditore di Boffalora (che lavorò moltissimo a Magenta in quel periodo, anche con commesse pubblichde), il quale si attivò per organizzare un incontro chiarificatore con Sabatino Di Grillo, oggi in carcere per una condanna a 10 anni e 10 mesi ma all’epoca potente capo della ‘ndrangheta dell’Altomilanese.