Magnago – Giallo sul corso di difesa personale del Comune: due lettere accusano il Sindaco Picco e i vigili

Una ragazza vittima di un’aggressione si lamenta perché le lezioni sono sospese: “cosa c’è sotto?”

di Deborah Alì

Due lettere di cittadini magnaghesi accusano il sindaco, Carla Picco. La polemica riguarda il corso di difesa personale organizzato dall’amministrazione comunale, tenuto dall’agente Nicolò Rachele e molto apprezzato dalla cittadinanza. Nelle lettere si denuncia il fatto che, senza motivazioni e comunicazioni, l’Amministrazione avrebbe deciso di annullare tale corso, privando così i cittadini di un’opportunità importante. A scriverci le due lettere è la famiglia di una ragazza che ha subito un’aggressione, ha partecipato al corso e poi è rimasta delusa dalla decisione dell’Amministrazione comunale, che non ha mantenuto la promessa di continuare con l’iniziativa. “Alcuni mesi fa mia figlia è stata vittima dell’aggressione di un extracomunitario – si legge nella lettera – era molto spaventata e non voleva più uscire di casa”. Poi l’organizzazione del corso: il padre convince la figlia a partecipare e i risultati sono soddisfacenti. L’Amministrazione sembra promettere che il corso andrà avanti ma poi, più nulla. “Come volevasi dimostrare – si sfoga il genitore nella lettera – il sindaco ancora una volta ha dimostrato che la sua parola non vale nulla. Ancora una volta il sindaco non è stata in grado di mantenere la parola”. A rincarare la dose è la ragazza in questione che, con un’altra lettera, spiega tutta la sua amarezza: “Vorrei rendere noto – fa sapere la cittadina – che io, assieme ad altre ragazze del corso – abbiamo scritto delle lettere sia a sindaco che al comandante dei vigili per il proseguimento del corso ma non abbiamo avuto alcuna risposta in merito. Dobbiamo pensare che c’è qualcuno che non vuole il corso di proposito? Il sindaco? Il comandante dei vigili?”. In risposta alle accuse mosse nelle due lettere parla Massimo Rogora, portavoce dell’amministrazione comunale guidata da Carla Picco: “Non sono informato delle mail inviate al sindaco o all’ufficio di Polizia Locale cui competono queste attività. So che diventava abbastanza gravoso per l’agente che tiene il corso fare più sessioni nell’anno, anche dal punto di vista organizzativo è complesso gestire gli spazi, le palestre in particolare sono in uso alle associazioni sportive con calendario abbastanza denso di impegni, per cui si è optato di tenere fisso l’appuntamento in una sola sessione, quella primaverile. L’attività è comunque di competenza dell’assessore Andrea Scampini e per fare una richiesta aggiuntiva, se c’è un buon gruppo di partecipanti garantiti occorre rivolgersi a lui. Per quest’autunno – conclude Rogora – credo che non ci siano i tempi, sicuramente si andrebbe a marzo o ad aprile”.