Il nuovo sindaco ha scelto la squadra di governo. Nomine prevedibili in giunta per Berretti e De Bernardi, mentre restano fuori Rogora e Pariani
MAGNAGO (MILANO) – Il nuovo sindaco Gianluca Marta ha nominato la sua giunta. Una squadra di governo che, almeno sulla carta, mescola consenso elettorale, esperienza amministrativa e qualche scelta politicamente significativa. La vicesindaca sarà Carla Picco, già sindaca per dieci anni e prima degli eletti con 251 preferenze. In giunta entrano anche Federica Berretti, Silvano De Bernardi e, come assessore esterno, Fabio Alfano, che però non è stato eletto in consiglio comunale.

Picco vicesindaca, una scelta forte ma delicata
La nomina più pesante è senza dubbio quella di Carla Picco. Ex sindaca, figura autorevole, amministratrice esperta e molto conosciuta in paese, Picco ottiene il ruolo di vicesindaca con deleghe alle politiche sociali, società e organismi partecipati. Una scelta comprensibile, visto il suo peso politico e personale, ma anche delicata. Fu proprio Picco, cinque anni fa, a lanciare politicamente Marta nella corsa alla guida del Comune. Allora finì con una debacle. Oggi Marta vince e, in qualche modo, ricambia il favore, affidandole il ruolo più importante dopo quello del sindaco. Nulla da dire sulle capacità di Picco, indubbiamente riconosciute. La domanda politica, però, resta: è opportuno avere in giunta un’ex sindaca così forte? E non c’è il rischio che, nei fatti, il vero punto di riferimento dell’esecutivo diventi lei più del sindaco? Lo si vedrà nei prossimi mesi.
Alfano fuori dal consiglio, ma dentro la giunta
L’altro dato politico riguarda Fabio Alfano, nominato assessore esterno con deleghe molto pesanti: programmazione finanziaria, sicurezza, polizia locale e personale. Alfano era candidato, ma non è stato eletto: ha raccolto 58 preferenze, rimanendo tra gli esclusi dalla squadra consiliare. La scelta, quindi, può far discutere. Se gli elettori non lo hanno premiato, perché portarlo comunque in giunta? La risposta, probabilmente, sta nella sua esperienza amministrativa e nella competenza sul bilancio, materia complessa e centrale per qualunque amministrazione comunale. Anche Alfano, del resto, aveva già fatto parte della giunta guidata Picco. La sua nomina non arriva dunque dal nulla, ma resta politicamente significativa: il sindaco ha scelto di pescare fuori dal consiglio per affidargli alcune delle deleghe più delicate.
Berretti e De Bernardi, due nomine senza sorprese
Meno sorprendenti le nomine di Federica Berretti e Silvano De Bernardi. Berretti, forte di 194 preferenze, si occuperà di pubblica istruzione, programmazione eventi, politiche giovanili, comunicazione e partecipazione cittadina. Una scelta naturale, visto il consenso raccolto e il profilo politico. Anche De Bernardi, 157 preferenze, entra in giunta con deleghe a politiche ambientali, associazionismo e lavori pubblici. Pure in questo caso, nessuna sorpresa particolare: il risultato elettorale lo collocava tra i nomi più forti della lista e la nomina appare coerente con il voto.
Il peso delle preferenze e gli esclusi
La lista delle preferenze aiuta a leggere meglio gli equilibri. Gli eletti in consiglio comunale sono Carla Picco con 251 preferenze, Massimo Rogora con 226, Federica Berretti con 194, Silvano De Bernardi con 157, Raffaella Pariani con 156, Andrea Vacirca con 152, Romina Colombo in Nisoli con 149 ed Eleonora Grassi con 93. Restano invece fuori Leonardo Fassi con 86 preferenze, Fabio Alfano con 58, Maria Lorena Ziprandi con 57 e Francesco Quagliata con 44. Proprio per questo, la nomina di Alfano come assessore esterno diventa uno dei passaggi più interessanti della nuova giunta Marta.
Rogora e Pariani restano fuori: scelta di chi?
C’è poi un altro interrogativo. Massimo Rogora e Raffaella Pariani sono nomi pesanti, autorevoli, popolari e molto votati. Rogora, con 226 preferenze, è il secondo più votato della lista. Pariani, con 156, è praticamente appaiata a De Bernardi. Eppure nessuno dei due entra in giunta. È stata una scelta del sindaco Marta, che ha preferito costruire altri equilibri? Oppure sono stati Rogora e Pariani a scegliere di restare in consiglio comunale, senza assumere incarichi nell’esecutivo? Anche questa è una domanda politica aperta. Per ora resta il dato: Marta ha scelto la sua squadra. Ora dovrà dimostrare di guidarla davvero.






