Ossona, auditorium ai Testimoni di Geova: l’ex sindaco (e insegnante di religione) fa scoppiare il caso

Garavaglia chiede al sindaco chiarimenti sulla concessione della sala alla Congregazione dei Testimoni di Geova

di Daniela Nebuloni

OSSONA (MILANO) – L’ex sindaco ed ex insegnante di religione cattolica Sergio Garavaglia (capogruppo dell’opposizione per il centrodestra, vicino a Fratelli d’Italia) solleva un strano caso. Lo fa presentando un’interpellanza sull’utilizzo dell’auditorium ‘Unità d’Italia’ (in foto), da parte dei Testimoni di Geova. Per l’ex primo cittadino, secondo le linee guida approvate dalla Giunta nel 2011, l’auditorium era stato realizzato per 2 finalità. Promuovere eventi culturali e sociali patrocinati dal Comune, e offrire alle scuole uno spazio attrezzato per attività didattiche e sperimentali. Solo in via residuale, sempre secondo Garavaglia, poteva essere concesso a organizzazioni no profit o enti profit. Ma solo per iniziative sociali e culturali di rilevanza particolare, con un contributo monetario, escludendo esplicitamente le organizzazioni politiche.

Le perplessità sull’auditorium ai Testimoni di Geova

“Le mie perplessità – spiega Garavaglia, arrivando al vero tema dell’interpellanza – sono in merito alla richiesta della congregazione religiosa dei Testimoni di Geova, che ha chiesto di utilizzare l’auditorium in occasione della commemorazione della morte di Gesù, il 12 aprile 2025. Il sindaco ha autorizzato l’evento, e successivamente è stato firmato un contratto di locazione commerciale, che include anche autorizzazioni per collocare espositori nella struttura. Perché il sindaco ha autorizzato questo evento in auditorium, aprendo un problema con la concessione per eventi liturgici o religiosi? Inoltre, anche se nel regolamento non è esplicitamente menzionata la possibilità di utilizzo per tali scopi, perché concederla senza un consulto?”. 

Dubbi sul mancato coinvolgimento della giunta

Per Garavaglia, vista la delicatezza della questione dell’eventuale apertura dell’auditorium per eventi religiosi, sarebbe stato opportuno discutere preventivamente il caso in consiglio comunale, per integrare il regolamento, e fornire un quadro decisionale più definito. Garavaglia chiude la sua interpellanza con una raffica di domande: “In questa vicenda c’è qualcosa che non si conosce? Perché l’autorizzazione è stata firmata direttamente dal sindaco, e non dalla Giunta comunale, come previsto dalle linee guida del 2011? L’auditorium ha una capacità limite di circa 200 persone: sono stati adottati adeguati livelli di sicurezza per un evento potenzialmente aperto a un ampio pubblico?”. Insomma, il caso dei Testimoni di Geova potrebbe costituire un precedente importante: vedremo cosa risponderà il sindaco Giovanni Venegoni.