Diede della “puttana” a Silana Carcano, ex consigliere regionale del M5S (GUARDA IL VIDEO). E criticò i ‘grillini’ per tutta la campagna elettorale. Adesso però il politico pluri indagato Mario Mantovani (passato da FI a Fratelli d’Italia) è in imbarazzo

3 GIUGNO 2016

di Ersilio Mattioni

MILANO – E adesso cosa farà l’ex senatore ed ex assessore regionale Mario Mantovani? Qualche mese fa lasciò Forza Italia in segno di protesta per essere stato escluso dalle liste per il parlamento, poi si trasferì armi e bagagli in Fratelli d’Italia e si lanciò in una campagna elettorale a suon di insulti contro il Movimento 5 Stelle, nel frattempo sognando un seggio alle Europee 2019. Ma la politica è strana e la situazione, in questa fase, molto fluida. Tanto da cambiare radicalmente dalla sera alla mattina. E così Giorgia Meloni, a sorpresa, decide di dare una mano al governo Lega-M5S, ipotizzando l’ingresso in maggioranza da parte di Fratelli d’Italia o almeno un’astensione al Senato sul voto di fiducia. Ma come farà Mantovani, a processo a Milano per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, a restare in un partito che appoggia i ‘grillini’, quando esiste un’intera collezione di dichiarazioni pubbliche e post su Facebook di attacchi e offese, firmati dall’ex senatore, proprio contro il Movimento 5 Stelle?

Il precedente: “Tu sei una puttana”

Il 4 maggio 2016, nell’aula del consiglio regionale lombardo, si verifica un episodio increscioso. Mantovani, dopo un periodo in carcere e uno agli arresti domiciliari, torna nel parlamentino lombardo e chiede la parola. I consiglieri del Movimento 5 Stelle, però, protestano, esponendo uno striscione con la scritta “Onestà”. Uno di loro, Silvana Carcano, si avvicina a Mantovani con un cartello e gli impedisce di parlare. Lui prima abbozza, poi perde la testa. Copre il microfono per non farsi sentire dall’aula e rivolge al consigliere ‘grillino’ il peggiore degli insulti sessista: “Tu sei una puttana”. Il politico indagato non si scusa e nega di aver proferito quelle parole, ma le telecamere del Tg di La7 di Enrico Mentana lo inchiodano: il labiale è inequivocabile. (GUARDA IL VIDEO)

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Retromarcia o ritorno alla corte di Silvio?

Assisteremo a una clamorosa retromarcia e sentiremo Mantovani prodigarsi in lodi nei confronti di Luigi Di Maio e Beppe Grillo? Staremo a vedere, anche se a tutto c’è un limite e uno dei consiglieri più ascoltati da Di Maio, il neo deputato Stefano Buffagni, ex consigliere regionale lombardo, è anche uno dei principali oppositori di Mantovani. Brutta situazione, per il politico di Fratelli d’Italia. Complicata ulteriormente dalla linea politica di Giorgia Meloni, che ha più volte chiarito di non essere disposta a candidare inquisiti, mentre Mantovani (che ambisce a un posto in Europa oppure, in caso di elezioni anticipate, al parlamento italiano) ha due procedimenti aperti a suo carico. Il primo: un processo che lo vede imputato per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio; il secondo: un’inchieste sui soldi delle Onlus, che lo vede indagato (assieme a familiari ed amici) per peculato e false fatture. Davvero difficile, con questo curriculum vitae, ottenere una candidatura in Fratelli d’Italia. E c’è da chiedersi, d’altra parte, come Mantovani sia finito in nel partito della destra legalitaria. Tanto che un’ipotesi, da qualche settimana, circola con insistenza. Ambienti di Forza Italia raccontano di un possibile ritorno all’ovile da parte di Mantovani, che mollerebbe la coppia Meloni-Santanchè per tornare dall’amico Silvio Berlusconi, dopo averlo criticato – aspramente e più volte – negli ultimi mesi. E dopo aver rivolto ai dirigenti FI, in primis a Mariastella Gelmini, parole tutt’altro che lusinghiere.

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