Il consiglio regionale ha dedicato una sala alla giornalista e scrittrice fiorentina Oriana Fallaci. A 5 mesi dal decennale della sua morte, è stata scoperta la targa in onore di una delle voci più dure e coerenti del giornalismo italiano e internazionale

19 APRILE 2016

di Martina Salasso

MILANO –  Una sala intitolata a Oriana Fallaci, al terzo piano di Palazzo Pirelli. Così l’ufficio di presidenza del consiglio regionale della Lombardia ha deciso di rendere omaggio alla giornalista italiana più conosciuta (e discussa) a livello internazionale. Una scelta operata in virtù di quei valori che “quest’istituzione nutre verso l’amore per la vita e la verità, che rappresentano il cibo della democrazia e il senso alto della vita di ciascuno di noi”, ha dichiarato il presidente del parlamentino lombardo Raffaele Cattaneo. La proposta era stata avanzata già a dicembre dal capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo. Oggi il ‘sì’ definitivo della presidenza del consiglio regionale, scelta condivisa quasi all’unanimità.

Giornalista, scrittrice e militante

Oriana Fallaci, nata nel 1929, partecipò da giovanissima alla Resistenza e fu la prima donna italiana su un fronte di guerra come inviata speciale. Da giornalista intervistò personaggi della cultura e della politica di primo piano sulla scena mondiale, fra cui re Husayn di Giordania, Pietro Nenni, Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, Yasser Arafat, Henry Kissinger, Federico Fellini, Indira Gandhi, Golda Meir, Zulfiqar Ali Bhutto, Willy Brandt, Sean Connery, Mu’ammar Gheddafi e l’ayatollah Khomeini. Come scrittrice, ha pubblicato 12 libri e ha venduto 20 milioni di copie in tutto il mondo.

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Contro l’Islam

Durante gli ultimi anni di vita fecero discutere le sue dure prese di posizione contro l’Islam, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, città dove viveva. Celebre il suo libro ‘La rabbia e l’orgoglio’. Fu oggetto di attacchi, alle volte molto pesanti, da cui seppe sempre difendersi con vigore. Ma i suoi critici, a conti fatti, furono una netta minoranza. Anzi, la campagna anti Islam le portò successo e popolarità.

Controcorrente

A esprimere un’opinione fortemente critica verso la giornalista e scrittrice fu il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio: “Non era una grande giornalista, non c’era un intervistato della Fallaci che si riconoscesse nelle sue interviste, perché lei intervistava sempre se stessa. Scriveva sicuramente da Dio, il che l’autorizzava a dire anche delle cose molto iperboliche”.