VIDEO – Abbiategrasso, Hydra: Errante Parrino verso il processo. Per i magistrati “contesto mafioso come in Calabria”

Il Tg3 Lombardia torna sul caso di Paolo Aurelio Errante Parrino, cugino di Messina Denaro e figura chiave dell’inchiesta Hydra. La Dda: “A Milano contesto mafioso come in Calabria” (GUARDA IL VIDEO)

di Ersilio Mattioni

ABBIATEGRASSO (MILANO) – Il Tg3 Lombardia è tornato ieri a occuparsi di Abbiategrasso e del presunto boss Paolo Aurelio Errante Parrino, cugino di Matteo Messina Denaro, detenuto nel carcere di Ancona dopo essere stato arrestato a Magenta. Errante Parrino non ha scelto il rito abbreviato, a differenza di molti altri imputati del maxi procedimento Hydra, ma ha optato per quello ordinario. La sensazione, secondo ambienti giudiziari, è che per lui e per altri imputati si avvicini ormai l’apertura del processo.

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Il tentativo di fuga e l’arresto a Magenta

Errante Parrino aveva cercato di sfuggire all’arresto, ma i carabinieri lo avevano rintracciato all’ospedale di Magenta, dove era stato ricoverato poco prima del fermo. Nell’inchiesta Hydra il suo ruolo sarebbe stato quello di paciere tra diverse fazioni e di mediatore tra il sodalizio criminale e Matteo Messina Denaro, all’epoca ancora latitante dopo trent’anni di fuga. Perché non ha scelto il rito abbreviato? Secondo quanto trapela, avrebbe seguito il consiglio del suo avvocato, Roberto Grittini, secondo il quale è meglio rischiare un rinvio a giudizio e difendersi in aula, piuttosto che affrontare un giudizio abbreviato in un procedimento complesso e destinato a durare a lungo.

L’incontro con il sindaco e le minacce al dirigente

Errante Parrino era finito al centro della bufera mediatica già in passato, per un episodio avvenuto nei locali del bar Las Vegas di Abbiategrasso, gestito all’epoca da sua figlia. In quell’occasione, alla presenza del sindaco Cesare Nai, avrebbe rivolto minacce di morte a un dirigente comunale che gli aveva negato l’autorizzazione per il dehors esterno. All’incontro, ricostruito anche dagli inquirenti, era presente il sindaco Cesare Nai.

“Contesto mafioso come in Calabria”

Intanto, nell’aula bunker di Milano è iniziata la requisitoria dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, nel filone abbreviato del processo Hydra, che conta 146 imputati. “A Milano c’è un contesto mafioso né più né meno della Calabria”, hanno dichiarato i magistrati, delineando l’esistenza di una presunta alleanza tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra per gestire affari e infiltrazioni in Lombardia.

Hydra, gli imputati eccellenti

Tra gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato figurano Giuseppe Fidanzati, figlio del boss di Cosa Nostra Gaetano Fidanzati, e i fratelli Bernardo, Domenico e Michele Pace, ritenuti parte del mandamento di Trapani. Il collaboratore di giustizia William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”, ha confermato in sei verbali le accuse della procura, raccontando traffici di droga, usura, estorsioni e infiltrazioni economiche per milioni di euro.