Corbetta – La Curia di Milano ‘perdona’ don Mario Motta: l’ex rettore da esorcista a confessore in Duomo

La vicenda dei soldi spariti dal santuario non è mai stata chiarita: resta l’ombra del ricattatore

di Attilio Mattioni

Si è davvero aperta una nuova vita per don Mario Motta, l’ex rettore del Santuario della Madonna dei Miracoli di Corbetta, finito nella bufera per la vicenda del maxi buco nelle casse della chiesa. Ora il sacerdote è uno dei confessori più apprezzati del Duomo di Milano e sembra davvero aver trovato la sua dimensione. Dopo la ‘fuga’ da Corbetta di 3 anni fa, comunicata ai fedeli dal vicario episcopale durante la messa domenicale, don Mario aveva trovato ‘rifugio’ in un santuario di Saronno. Ufficialmente era stato nominato sacerdote esorcista (sono quei preti che hanno a che fare con le persone che sono, o pensano di essere, possedute dal demonio) per la provincia di Varese. In realtà non aveva di fatto quasi mai esercitato quella funzione, limitandosi a fare una vita di ritiro e preghiera in una stanzetta messagli a disposizione dalla Curia. Dopo un ‘Purgatorio’ durato più di due anni, è infine arrivata la nomina a confessore del Duomodi Milano: un incarico importante e delicato, che viene offerto solo a chi ne ha adeguate doti ‘professionali’ e morali. Insomma, una riabilitazione piena, anche se la vicenda che lo ha visto coinvolto non è mai stata chiarita completamente. Infatti non si è mai veramente capito che fine abbiano fatto tutti quei soldi (c’è chi parla di 800mila euro, altre voci riferiscono di mezzo milione sparito nel nulla ma in ogni caso si tratta di somme ingenti) che sono usciti dalle casse del Santuario della madonna dei Miracoli senza giustificativi. Don Mario non ha mai voluto commentare questa vicenda ma persone a lui vicine hanno sempre parlato di un fantomatico personaggio che avrebbe truffato il sacerdote. Altre fonti, sempre vicine alla Parrocchia di Corbetta, riferivano invece di altrettanto fantomatico ricattatore, che avrebbe costretto il prete a consegnargli forti somme di denaro in contanti. Ma chi fosse questo ricattatore e, soprattutto, quale fosse l’oggetto del ricatto non è mai stato chiarito. Il paese, fin dall’inizio di questa vicenda, si è diviso in due. Per alcuni don Mario è una vittima e non ha mai trattenuto un euro dei soldi della chiesa. Per altri invece, il suo modo di amministrare le finanze del Santuario era quantomeno ‘leggero’ e avrebbe quantomeno reso più facile l’azione di chi aveva cattive intenzioni e mirava a intascarsi soldi delle offerte dei fedeli. La Curia milanese non ha mai voluto commentare queste voci né ha mai preso provvedimenti disciplinari neppure ‘mascherati’, nei confronti di don Mario Motta. Poi, con la consueta discrezione propria del mondo ecclesiastico, è arrivata la ‘riabilitazione’. E oggi i fedeli che vanno in Duomo a Milano fanno la coda per confessarsi da don Mario.