Nel maggio 2016 la Cassazione aveva reso definitiva la sua condanna a 6 anni di carcere. Da quel giorno, per sfuggire all’arresto, il nonno 81enne si era reso latitante, assumendo una falsa identità grazie a documenti contraffatti. Lo ha riconosciuto un carabiniere fuori servizio, che lo ha incontrato per caso nell’ambulatorio di Cerro Maggiore, nel Milanese

di Redazione

CERRO MAGGIORE (MILANO) – Aveva abusato di una nipote acquisita, sia in Lombardia sia Calabria, durante le vacanze estive. Poi era stato denunciato, processato e condannato a 6 anni di carcere per violenza sessuale. Ma lui, un 81enne residente a Cerro Maggiore, nel Milanese, era scomparso poco prima delle sentenza della Cassazione.

La latitanza

Per 7 mesi il nonno maniaco era stato latitante, assumendo una nuova identità grazie a documenti contraffatti talmente bene da sembrare veri. In questo periodo se n’è andato in giro tranquillo, facendo più o meno la vita di sempre tra casa, bar e ambulatorio medico, per curare qualche malanno dovuto all’età.  Nessuno si è mai accorto di nulla o, forse, l’anziano ha goduto della complicità di qualche amico.

La cattura

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Ma l’altro ieri la sua rocambolesca latitanza è finita. Un carabinieri fuori servizio lo ha riconosciuto, mentre si trovava nel poliambulatorio di Cerro Maggiore. Dapprima il militare ho ‘studiato’ quel volto che gli era familiare, poi ho deciso di svolgere un controllo. Non c’è voluto molto per scoprire la verità: quella carta d’identità era fasulla e l’anziano è stato dunque arrestato in esecuzione alla sentenza. Ora è rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio.

Le violenze

L’anziano 81enne ha commesso abusi sessuali sulla nipote acquisita fra il 2000 e il 2006, quando la ragazzina aveva 12 anni. Le violenze sono almeno due e sono avvenute a Cerro Maggiore e al mare, in Calabria, durante una vacanza. Alle condanne di primo e secondo grado era seguita quella definitiva in Cassazione, nel maggio 2016. Da allora il nonno, per evitare alla cattura, si era reso irreperibile.

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