Un gruppo di centauri semina il panico a Magnago con Bienate, nel Milanese, improvvisando una gara di motocross nel centro storico. I mezzi, sprovvisti di targa, sono stati fotografati dai cittadini. I Carabinieri indagano per risalire all’identità dei teppisti. L’assessore alla Sicurezza: “Facciano ammenda o useremo il pugno duro”

2 MAGGIO 2017

di Deborah Alì

MAGNAGO CON BIENATE (MILANO) – Gare illegali con le moto in piazza San Michele a Magnago con Bienate, nel Milanese: cinque teppisti mettono a serio rischio l’incolumità di ciclisti e pedoni sfrecciando per il centro storico del paese. La cittadinanza chiede al Comune di intervenire per garantire una maggiore sicurezza.

I fatti

Nella giornata di festa del 25 aprile cinque ragazzi si sono divertiti a improvvisare una gara di moto cross in centro, a bordo delle loro potenti motociclette, percorrendo anche contromano alcune vie e dunque mettendo a repentaglio la sicurezza di automobilisti, ciclisti e pedoni.

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Le foto

Le due ruote erano addirittura sprovviste di targhe. I cinque, a quanto pare già identificati da alcuni conoscenti, sono stati fotografati da alcuni passanti e le loro foto sono finite sui social, in una delle pagine Facebook del paese. Le foto sono state poi rimosse per la quantità di messaggi offensivi scritti dagli stessi membri. Un messaggio di allerta è anche stato inviato al gruppo WhatsApp ‘Microcriminalità Magnago e Bienate’.

L’identikit

Poco meno che ventenni, i cinque ragazzini si sono divertiti a spaventare i cittadini e gli esercenti correndo contromano e ad alta velocità nella piazza e nelle vie limitrofe. Una bravata che poteva avere conseguenze ben più serie e gravi. Allertati i Carabinieri, una pattuglia è arrivata sul posto quando ormai la gara clandestina si era già conclusa.

Parla l’assessore alla Sicurezza

A commentare l’accaduto è stato l’assessore ai Giovani e al Tempo libero, Angelo Lofano: “Una grande stupidata che poteva finire male. Mi auguro che non succeda più e invito gli autori a pensare bene a quello che hanno fatto e a fare ammenda, costruendo qualcosa per il paese e per il bene comune. Ad esempio lavorando per i prossimi eventi che vedono protagonista la Consulta giovani. Certo, se si dovessero ripetere altri episodi del genere, il pugno duro sarebbe inevitabile”. Le forze dell’ordine, intanto, continuano a indagare sull’accaduto per risalire all’identità dei 5 spericolati.

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