Elezioni comunali: 5 comuni, contesti politici differenti e una campagna elettorale che, pur non ancora ufficialmente partita, mostra già linee di frattura, continuità e sorprese. La primavera 2026 segnerà un passaggio importante per l’Altomilanese
ALTOMILANESE – Nella primavera del 2026 si tornerà alle urne in diversi comuni del territorio seguito dal nostro giornale. Le elezioni coinvolgeranno realtà molto diverse per dimensioni e storia politica, ma accomunate da una fase di transizione che in alcuni casi appare già definita, in altri ancora tutta da scrivere. Tra ricandidature, sfide attese e vere e proprie polveriere politiche, il quadro che emerge è articolato e per nulla scontato.
Elezioni a Legnano, sfida aperta tra continuità e alternativa
A Legnano (60.000 abitanti) la partita è già delineata. Il centrosinistra si prepara a ripresentare Lorenzo Radice (Pd), sindaco uscente, deciso a correre per un secondo mandato alla guida di una coalizione ampia, un ‘campo largo’ quasi al completo, dal quale però restaranno fuori Rifondazione Comunista e altre liste civiche. Radice arriva al voto forte di una buona amministrazione, che lo ha reso un sindaco popolare e stimato. Nel 2020 vinse nettamente al ballottaggio. Sul fronte opposto, il centrodestra ha scelto Mario Almici come candidato sindaco. Nessuno ha sgomitato per avere la candidatura, perché gli stessi dirigenti del centrodestra considerano la partita legnanese molto difficile da vincere. Almici (Fratelli d’Italia), attualmente assessore a Parabiago, è un legnanese, benché non molto noto. L’annuncio della sua candidatura con molto anticipo serve anche a questo: a farsi conoscere e apprezzare dagli elettori.
Elezioni a Parabiago, dopo 25 anni una partita vera
A Parabiago (30.000 abitanti) il voto del 2026 segna un possibile cambio di fase storica. Dopo 25 anni di governo del centrodestra, il centrosinistra si presenta per la prima volta davvero competitivo con la candidatura di Giacomo Sartori, sostenuto da un campo largo finalmente ricomposto dopo le divisioni del 2020. Un progetto civico che mette in secondo piano i simboli nazionali e punta su un candidato giovane ma con una lunga esperienza amministrativa. Sul fronte opposto, il centrodestra appare in evidente difficoltà. Il sindaco uscente Raffaele Cucchi, giunto al termine del secondo mandato, è fuori dalla corsa e la sua uscita di scena ha aperto una fase di forte instabilità interna. A pesare è lo scontro generazionale e il tentativo dei “vecchi” della politica di indirizzare la successione, in particolare attorno al nome di Marica Slavazza, candidatura giudicata divisiva e potenzialmente destabilizzante. La Lega, non a caso, ha lasciato trapelare la possibilità di una corsa solitaria. Un quadro frammentato che rafforza la sensazione di fine ciclo e rende Parabiago una delle partite più aperte e politicamente rilevanti del territorio.
Elezioni a Vittuone, tra ricandidatura obbligata e centrodestra in affanno
A Vittuone (9.300 abitanti) il centrosinistra si affida ancora alla sindaca uscente Laura Bonfadini, che ha sciolto le riserve dopo un lungo confronto interno. Un consenso non entusiasta ma necessario, maturato in assenza di alternative reali. Il suo mandato è stato segnato da difficoltà politiche, con tre assessori usciti dalla giunta e polemiche anche molto accese, ma il giudizio complessivo sull’amministrazione resta discreto. Il centrodestra, invece, appare in piena crisi. L’ipotesi di candidare Elena Comerio, ex assessora proprio della giunta Bonfadini prima di una rottura durissima, viene letta come una scelta estrema e carica di contraddizioni. Circola anche il nome di un imprenditore molto conosciuto in paese, già assessore in passato, ma al momento mancano conferme. Il rischio concreto è quello di una campagna elettorale segnata da incoerenze e tensioni difficili da ricomporre.
Elezioni a Cuggiono, Cucchetti scommette sul futuro
A Cuggiono (9.000 abitanti) il quadro è più lineare, almeno sul fronte dell’amministrazione uscente. La ricandidatura del sindaco Giovanni Cucchetti, pur non ancora annunciata ufficialmente, appare quasi certa. Il suo primo mandato è stato giudicato molto positivo: presenza costante, bilancio risanato, attenzione alla vita cittadina e una scelta urbanistica coraggiosa come il rifacimento della piazza e della viabilità, con cantieri che accompagneranno la campagna elettorale. Una scommessa rischiosa, ma giocata sulla fiducia nei risultati. Il centrodestra ha invece definito la propria strategia scegliendo Riccardo Crespi, avvocato ed ex assessore durante i mandati di Giuseppe Locati, che resta una figura di riferimento pur non candidandosi. Una sfida che sulla carta appare aperta, ma con un sindaco uscente considerato difficile da scalzare.
Elezioni a Magnago con Bienate, tutto ancora in movimento
Infine Magnago con Bienate (9.500 abitanti), dove le elezioni anticipate hanno aperto un vero e proprio “balletto” di candidature. Nel centrodestra circolano i nomi dell’ex sindaco Ferruccio Binaghi e dell’attuale vicesindaco Franco Piantanida, mentre la civica “Siamo”, già parte della maggioranza uscente, sarebbe orientata a correre da sola, rendendo più complessa la costruzione di una candidatura unitaria. Sul fronte progressista, resta centrale il nome di Gianluca Marta, già candidato nel 2022, ma prende corpo anche l’ipotesi Cecilia Sebastiani, profilo civico e professionale di rilievo. Un comune dove, più che altrove, il quadro resta fluido e destinato a cambiare ancora.






