Legnano – Euro.Pa., bufera nel Pd: le strane mosse di Enrico Cozzi

Intanto i 15 sindaci soci di Euro.Pa. ignorano le richieste di trasparenza su scontrini e rimborsi. Cosa c’è da nascondere? Cosa si cela dietro all’inciucio Pd-Sel-Forza Italia? E perché i bilanci della società pubblica (che si prepara ad assumere: occhi ai nomi) somigliano ai brogliacci della Bocciofila?

26 APRILE 2016

di Daniele Di Sica

LEGNANO (MILANO) – A distanza di 22 giorni, né la società Euro.pa service s.r.l, né i 15 comuni partner della partecipata a capitale pubblico hanno risposto alla nostra richiesta di rendere pubblici i rimborsi spese.

Trasparenza e interesse pubblico

Una richiesta non solo legittima, perché stiamo parlando di una società che arriva a fine mese grazie ai soldi dei cittadini dell’Altomilanese, ma anche semplice. Poter vedere gli ‘scontrini’ del presidente Luca Monolo, degli amministratori, dei dirigenti, dei dipendenti e dei collaboratori di una società pubblica dovrebbe essere il livello base di ogni trasparenza. Ma tant’è. Quel che lascia basiti è il menefreghismo di tutti gli interpellati, ovvero i 15 sindaci dell’Altomilanese che non si sono degnati nemmeno di rispondere alla nostra mail, con la quale si chiedevano chiarimenti circa i rimborsi della società (tutt’oggi avvolti nel mistero). Concediamo pure la buona fede, ma sembrano peccare di un grave disinteresse pubblico, anzi, indifferenza all’interesse pubblico. Un interesse dovuto, soprattutto quando si parla di bilanci. A questo punto, allora, andiamo a scandagliare euro per euro i conti di questa ‘società di gestione dei servizi’.

CLICCA SUL DOCUMENTO PER INGRANDIRE E LEGGERE

mail euro.pa rimborsi scontrini mistero
La mail rivolta ai 15 sindaci (soci di Euro.Pa.) per conoscere la cifra di scontrini e rimborsi spese. La richiesta è stata ignorata

I brogliacci della bocciofila

Con un trionfale comunicato stampa, Euro.pa service s.r.l. dichiara che lo scorso 31 marzo il coordinamento dei soci ha stilato la bozza di bilancio per l’anno 2015, che l’assemblea dei 15 comuni soci sarà chiamata a votare il prossimo 29 aprile. Quel che si evince nel comunicato, così com’è possibile constatare nei bilanci passati, è che siamo di fronte, più che a rendicontazioni di una società, a un ‘brogliaccio della bocciofila’, in cui non si capisce niente, tanto meno il destino dei soldi pubblici. Euro.pa service s.r.l. dichiara che “il 2015 si è chiuso con un fatturato di 4 milioni di euro, il costo totale della produzione si è attestato sui 3,8 milioni di euro (dei quali 2,8 per l’erogazione diretta di servizi strumentali) mentre l’utile d’esercizio, prima delle imposte, è stato di 140mila euro”. Un guadagno di 140 mila euro non è male, anzi, di questi tempi chi non lo vorrebbe. Ma facciamo due conti: 140 mila euro è l’utile, ma quanto ci hanno investito i 15 comuni? Più esplicito: quanti soldi hanno dato i sindaci a Euro.pa service s.r.l? Perché è facile parlare di guadagni, ma che almeno sia chiaro quanto ha speso ogni comune. Con il passaggio da Euro.Pa s.r.l. a Euro.Pa service s.r.l. poi, è diventato ancor più difficile capire i bilanci: nel 2013 infatti esistevano ancora i capitoli di spesa suddivisi, e quindi si leggeva come venivano spesi i soldi. Ad esempio, tra i ‘costi di produzione’ era riportato quanto era stato speso per il personale, ben 105.438 euro nel 2012 e 107.093 euro per il 2013. A partire dal 2014 invece, con la neonata Euro.pa service, non si sa più quanto si spende per il personale, perché la voce a bilancio sparisce.

Pd e Sel difendono Forza italia: chi comanda in Euro.pa (e nell’Altomilanese)?

Al di là dei bilanci, con la conversione di Euro.pa s.r.l in Euro.pa service, si assiste anche ad un cambio insolito nello scenario politico. Nella ‘vecchia’ Euro.pa, il comune di Canegrate non investì neanche un centesimo, così come Legnano e Villa Cortese, mentre Parabiago possedeva una quota irrisoria al pari degli altri comuni (3.600 euro, ndr.). Oggi, le sorti di Euro.pa service s.r.l sono decise da tre sindaci, Alberto Centinaio (Legnano), Roberto Colombo (Canegrate) e Raffaele Cucchi (Parabiago). Il motivo? E’ presto detto: in un capitale sociale di 86 mila euro, Legnano ha investito 27.366 euro, la new entry Canegrate 5.905 e Parabiago accresce la sua ‘puntata’ a 12.636. Inutile dire a questo punto, chi ha maggior interesse a mantenere in vita questa società, e chi comanda davvero. Parliamo con i numeri: su 15 comuni, 9 hanno sindaci di stampo centrosinistra e 6 appartengono al centrodestra. Che interesse ha il centrosinistra, ma più nel dettaglio il Partito Democratico, nel riconfermare come presidente Luca Monolo, ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica di Arconate durante la giunta di Mario Mantovani (oggi imputato per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio)? Monolo, tesserato Forza Italia, è uno dei fedelissimi dell’ex vicegovernatore della Regione e fu scelto dalla politica per guidare Euro.pa s.r.l. Il 30 luglio 2015, i 9 sindaci del centrosinistra avevano tutto il potere e l’autorevolezza per ‘cacciare’ Monolo, esponente del centrodestra, ma su 15 sindaci ben 6 erano assenti (Arconate, Casorezzo, Castano Primo, Cuggiono, Inveruno e Magnago), tutti e 6 a guida centrosinistra. Tra i 9 sindaci presenti, 6 appartenevano al centrodestra e 3 al centrosinistra, tra cui Canegrate e Legnano. Nel verbale del 30 luglio, si legge: “Il presidente del coordinamento soci (Roberto Colombo, sindaco di Canegrate, Sel) esprime la disponibilità a lavorare con i componenti dell’Organo amministrativo, per trovare in futuro un accordo di governance che miri a ricompattare la compagine sociale, a riportare velocemente al tavolo assembleare i Comuni oggi assenti e a garantire che nelle prossime assemblee si recuperi da tutti uno spirito unitario […] Colombo sostiene anche che è ormai necessario procedere al rinnovo dell’organo Amministrativo al fine di continuare nel sentiero di crescita e sviluppo”. Più che rinnovo, si può parlare di ‘riconferma’, dato che Monolo è ancora al suo posto. E qui l’ultima domanda: che cosa ha fatto il Pd di zona in questa vicenda e perché i 6 sindaci del castanese erano assenti?

L’alleanza segreta Cozzi-Colombo: il silenzio dei 6 sindaci del Castanese

Cos’ha fatto la segreteria del Partito Democratico dell’Altomilanese, nella figura del coordinatore Enrico Cozzi, per impedire la rinomina di Monolo? Proprio nulla. E questo rende il ‘fallimento’ del Pd, nella nomina di un nuovo presidente, ancor più cocente. Uno sguardo all’interno degli uffici del Comune di Canegrate. Qui, come abbiamo detto, il sindaco è Colombo di Sel: uno dei tre sindaci che ha maggior interesse nel mantenere a galla Euro.pa Service S.r.l. Ma da solo non avrebbe mai potuto riconfermare la poltrona a Monolo senza l’assenso almeno del comune capofila Legnano, in cui Centinaio ha l’appoggio incondizionato del Pd, partito guidato nell’Altomilanese proprio da Cozzi. Il rapporto Colombo-Cozzi è particolare e si è consolidato proprio tra le mura del Comune di Canegrate, perché il segretario del Pd dell’Altomilanese Cozzi è un dipendente dell’ufficio addetto al personale, in particolare del settore ‘Patrimonio’ del comune di Canegrate. Una casualità, d’accordo. Che però lascia spazio all’immaginazione. Fatto sta che il magico trio Colombo-Centinaio-Cozzi ha generato il ‘capolavoro’: riconfermare un esponente di Forza Italia in una società pubblica con comuni a maggioranza guidati dal Pd. Perché? Retroscena: non è un mistero che il sindaco di Canegrate Colombo si stia preparando per le prossime elezioni del 2017, e il suo avvicinamento al Pd è ormai ufficiale in paese: che Cozzi stia aiutando Colombo a ricandidarsi a sindaco, stavolta senza passare dalle primarie? Chi può dirlo, ma una cosa è ormai chiara: Cozzi ha ‘benedetto’ la riconferma di Monolo, l’uomo di Mantovani ai vertici di Euro.Pa. Ciò che poi resta da chiarire ora è la posizione dei 6 sindaci del Castanese che non si sono presentati alla rielezione di Monolo. Sara Bettinelli è il sindaco di Inveruno, nonché garante del Patto della rete dei sindaci del Castanese: Bettinelli e i ‘suoi’ perché non si sono presentati in assemblea? Avevano un’alternativa da proporre a Monolo? La risposta è sì. Ma allora perché non l’hanno fatta valere in assemblea? Un’ipotesi c’è: Cozzi ha ‘bocciato’ la loro candidatura per proteggere Monolo (cioè l’accordo segreto fra Forza Italia-Pd-Sel). Le risposte autentiche, a questo punto, devono arrivare da Bettinelli e dai sindaci del Castanese, perché questa brutta storia puzza di vecchia politica e accordi sottobanco. E qualcuno adesso – proprio mentre Euro.Pa. si prepara a fare due assunzioni a tempo indeterminato (occhio ai nomi, ve ne daremo conto) – deve chiarire.