Ad Arluno, nel Milanese, scoppia la polemica sulla commemorazione delle vittime da Coronavirus. Bocciata la mozione della Lega, esempio applicato di populismo.

2 AGOSTO 2020

di Francesco Bagini

ARLUNO (MILANO) – Se qualcuno non avesse ancora inteso cosa sia il populismo, nonostante Trump, Salvini, Meloni, Rete4, Libero e Daniele Capezzone, gli suggeriamo di rivedere l’ultimo consiglio comunale di Arluno. La seduta va in scena mercoledì 29 luglio 2020. I primi 3 punti all’ordine del giorno sono firmati dal capogruppo di minoranza della Lega, Nella Corrado. Il primo riguarda la commemorazione delle vittime da Covid-19, il secondo la disinfestazione delle zanzare e il terzo il taglio dell’ambrosia artemisiifolia: gli ultimi due sono quelli seri…

Applausi facili

La mossa leghista di portare in Consiglio una mozione volta a istituire una giornata in memoria dei morti della crisi sanitaria, infatti, appare subito smaccatamente populista. Fatta cioè per prendersi gli applausi dei cittadini, al di là di qualsiasi prassi istituzionale. Non solo. Pensare che Arluno celebri la sua commemorazione, rispetto a un dramma globale, getta qualche perplessità sulla percezione della realtà in casa Lega.

Un fotogramma della seduta, visibile integralmente sul canale YouTube del Comune di Arluno

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L’intervento del consigliere Colombo

Dopo la lettura della mozione prende la parola Alfio Colombo. Anche lui è capogruppo d’opposizione, ma respinge la proposta leghista: “Siamo favorevoli al ricordo delle vittime da Covid-19. Ci sono però momenti nella storia di una nazione che devono essere condivisi. Fare la gara a chi arriva prima per smarcarsi è istituzionalmente scorretto e privo di grammatica istituzionale. È inoltre moralmente deprecabile volersi intestare una sensibilità condivisa da tutto il Paese“.

Fretta cattiva consigliera

In effetti non era difficile immaginare che il parlamento istituisse una data nazionale per ricordare i caduti del Coronavirus. Il 23 luglio la Camera dei deputati approva la proposta di legge, che pone il 18 marzo come giornata commemorativa. La brama di esposizione mediatica e la voglia di apparire i più sensibili davanti all’opinione pubblica mette però il turbo alla Lega arlunese. Corrado protocolla la mozione nei giorni antecedenti e con una data simbolica diversa: 20 febbraio. Come riallinearsi col nuovo calendario? Con un proprio emendamento. Infatti in Consiglio la prima a ritenere ‘errato’ il documento è paradossalmente la medesima leghista.

Scena muta

Perché la Lega aveva chiesto il 20 febbraio? Durante la seduta viene domandato alla stessa proponente, che però mostra di non saperlo. Del resto approfondire non è esercizio populista: l’importante è adeguarsi ai dettami del partito. Capogruppo di sé stessa, Corrado non ha neppure potuto contare sul suggerimento di un compagno di banco. Le avrebbe fatto presente che il 20 febbraio 2020 a Codogno si individuò il ‘paziente uno’, mentre il 18 marzo 2020 gli autocarri militari lasciarono Bergamo con 65 bare.

Bergamo – I camion dell’esercito italiano trasportano i morti nei crematori fuori città

La bocciatura del sindaco Agolli

La mozione leghista fa acqua da tutte le parti e ad affondarla ci pensa la maggioranza. Definitivo è l’intervento del sindaco Moreno Agolli: “Da settimane c’era un movimento nazionale per costituire la commemorazione il 18 marzo. Deduco quindi che tale proposta sia stata presentata solo per intestarsi un merito. Tra l’altro nel testo si fa riferimento anche all’istituzione del lutto cittadino. In automatico ciò comporta la chiusura delle scuole. Un controsenso rispetto allo spirito della legge, che invita gli istituti a celebrare la ricorrenza“.

Il capro espiatorio

A quel punto ci si sarebbe aspettati che Corrado, messa di fronte al sonoro pasticcio, non fiatasse più. E invece no. Il manuale del populista prevede, in casi di difficoltà, di designare un capro espiatorio. Non sono io il colpevole di una mozione fuori luogo. Sono Colombo e Agolli polemici e divisivi. Così la gran cassa dei social e dei giornali amici si ritrova l’assist per banalizzare i fatti distorcendoli.

E se il 20 febbraio diventasse la giornata contro il populismo?

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