Un educatore condannato per abusi sessuali su un minore a 4 anni e 6 mesi di carcere resta a piede libero e continua incredibilmente a lavorare coi ragazzi, finché un altro adolescente lo accusa e lo fa arrestare. Una storia che comincia in provincia di Lecco, passa per Milano e finisce in provincia di Rimini, sulla riviera romagnola. Qui, di colonie per ragazzi, ce ne sono tante. E dagli anni ’80 si parla di pedofilia, abusi e ricatti

28 AGOSTO 2016

di Ersilio Mattioni

BELLARIA-IGEA MARINA (RIMINI) – Sono tutti innocenti fino al pronunciamento di una sentenza definitiva, d’accordo. Ma la vicenda giudiziaria di Guido Milani – 31 anni, residente a Oggiono in provincia di Lecco, educatore sia in Lombardia sia in Emilia Romagna, a Bellaria-Igea Marini (Rimini) – merita di essere raccontata. Comincia nel 2010, quando la Procura di Milano lo accusa di aver avuto rapporti sessuali con un 15enne, al quale l’educatore avrebbe ceduto denaro e droga proprio in cambio di prestazioni ‘particolari’, almeno una ventina di volte. Non è l’unico, Milani, a finire sotto accusa. Con lui c’è anche un sacerdote: è don Alberto Lesmo, ex parroco di Santa Marcellina a Milano ed ex decano di Baggio, quartiere alla periferia del capoluogo lombardo. Con quel 15enne pure il religioso avrebbe avuto rapporti sessuali e sempre in cambio di droga e denaro.

La condanna

Nel luglio 2016 l’educatore e il parroco vengono entrambi condanni: il religioso a 1 anno e 10 mesi (nonostante il Pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giovanni Polizzi, avesse chiesto 3 anni e 4 mesi), mentre Milani a 4 anni e 6 mesi di carcere. La sentenza, pronunciata con la formula del rito abbreviato dal Gup Gennaro Mastrangelo, lascia sul campo più di un dubbio, perché il sacerdote subisce una pena assai leggera a fronte di contestazioni precise e circostanziate, anche se don Lesmo potrebbe essere nuovamente indagato per induzione alla prostituzione.

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

Il caso Milani

Diverso il caso dell’educatore del centro ricreativo ‘Ragazzi e Cinema’, con sedi a Oggiono (Lecco) e Bellaria-Igea Marina (Rimini). Per lui la condanna è pesante: 4 anni a 6 mesi di carcere. Stando alle ricostruzioni della Procura di Milano, il 31enne avrebbe avuto rapporti sessuali con l’adolescente in cambio di denaro o droga “circa 200 euro” o “3 grammi di cocaina alla volta”. Ma Milani non andrà mai in prigione. Anzi, continuerà incredibilmente a fare l’educatore sulla riviera romagnola, per la precisione in viale Pinzon 239, dove ha sede una colonia per ragazzi. I responsabili della struttura erano al corrente della condanna di Milani? Difficile credere il contrario. E i genitori degli adolescenti che trascorrono l’estate a Igea Marina sapevano della questione giudiziaria che ha investito il presidente di ‘Ragazzi e Cinema’? Probabilmente no, perché in caso contrario avrebbero come minimo chiesto spiegazioni o avrebbero preteso che l’educatore cessasse di avere rapporti coi ragazzi, almeno fino al termine delle vicende processuali. Invece, per Milani, è come se non fosse successo nulla: non finisce in carcere e continua a lavorare con bambini e adolescenti.

La nuova inchiesta

Poi un giorno – come racconta ‘Il Resto del Carlino’ – un ragazzino torna a casa con uno smartphone nuovo di zecca. La madre capisce che qualcosa che non va, perché quel telefono costa troppo e suo figlio non se lo potrebbe mai permettere. Siamo nell’estate del 2016. L’istinto di una mamma difficilmente sbaglia, ma non basta. Così la donna fa domande, cerca risposte ai suoi dubbi e segnala lo strano episodio alle autorità. Due mesi e mezzo dopo l’educatore Milani viene arrestato dalla Procura di Milano. L’accusa, come nel 2010, è quella di avere abusato di un ragazzino.

I fatti

Un adolescente, alla fine dello scorso luglio nell’ambito di una nuova tranche dell’inchiesta del Pm Polizzi, racconta di aver subito abusi sessuali da parte di Milani, quando frequentava la colonia ‘Ragazzi e Cinema’ di Igea Marina. Alcune mamme non ci credono e difendono Milani a spada tratta, arrivando al punto di spedire una lettera ai giornali. Ma il Gup Mastrangelo, che già condannò l’educatore a 4 anni e 6 mesi, stavolta accoglie la richiesta della Procura e firma il suo arresto.

L’epilogo

Milani, interrogato dai magistrati, continua a professarsi innocente. Allora come oggi, scarica la colpa sui due ragazzi (che non si conoscono), accusandoli di essersi inventati tutto e di aver ordito un complotto ai suoi danni. Le ragioni di questo complotto, al momento, sono sconosciute.

I precedenti

Non è la prima volta che a Igea Marina si sentono brutte storie di pedofilia. Negli anni ’80, in una colonia non lontana da ‘Ragazzi e Cinema’, i genitori di un bambino denunciarono i responsabili della struttura per presunti abusi sessuali: denuncia che sarebbe stata ritirata dietro risarcimento economico. In quell’occasione si narra che persino un monsignore si adoperò per mediare tra le parti. E sempre negli anni ’80, in un’altra colonia vicinissima a ‘Ragazzi e Cinema’ (la zona colonie, del resto, è alla fine di viale Pinzon), si sarebbero verificati episodi di ricatti sessuali ai danni di adolescenti da parte degli educatori di una struttura gestita da un ente religioso. Uno di quei ragazzi, oggi, ha 50 anni. Per tutta la vita si sarebbe tenuto dentro questo inconfessabile segreto, un po’ per la paura di mettersi contro a persone nel frattempo diventate potenti e un po’ per la vergogna. Ora però sarebbe pronto a parlare. E a raccontare una verità sconcertante.

I COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO