Ennesima imbarazzante ‘sparata’ del ‘Mantice’, il giornale diretto da don Armando Bosani, parroco di Vanzaghello (Milano). Da anni il bollettino, nell’indifferenza della curia di Milano, insulta e offende le minoranze, le diversità, i diritti civili e persino i cattolici un po’ illuminati. Stavolta ha preso a pretesto la morte di Bud Spancer per denigrare gli omosessuali

15 AGOSTO 2016

di Ersilio Mattioni

VANZAGHELLO (MILANO) – Don Armando Bosani è tristemente famoso per le sue ‘sparate’ contro gay e lesbiche, in generale contro i diritti civili. Ma per diffondere il suo pensiero l’astuto parroco di Vanzaghello, comune del Milanese, non parla mai in prima persone, preferendo affidare le sue ‘perle’ di saggezza al ‘Mantice’, il giornalino della parrocchia, dove vengono ospitate le opinioni di sedicenti scienziati, politologi, storici revisionisti e chi più ne ha più ne metta. Sull’ultimo numero, però, si è davvero esagerato. E ora i fedeli, stanchi delle provocazioni da quattro soldi di un sacerdote decisamente sopra le righe, stanno pensando di chiedere l’intervento della curia di Milano.

Da Bud Spancer all’odio per i gay

Il messaggio dell’informatore parrocchiale è chiaro: “Si parla di te solo se sei frocio o comunista”. L’occasione per scatenare l’ennesima polemica è un articolo sulla morte di Carlo Pedersoli, noto con lo pseudonimo di Bud Spancer. Il parroco ha usato la morte dell’attore, nuotatore e pallanuotista italiano per portare avanti la sua lunga battaglia contro chi, a suo dire, minaccia quotidianamente la fede cattolica e i suoi principi fondamentali. Nell’articolo, a firma di un sedicente ‘Popolo della famiglia’, si afferma: “La morte di Bud Spencer ha scatenato i coccodrillisti di tutte le testate giornalistiche, che hanno fatto a gara per costruire il ritratto più ad effetto del grande attore che ci ha lasciato all’età di 86 anni. In tutti questi articoli manca però un elemento caratteristico della personalità di Bud Spencer: la sua incrollabile fede, proclamata con grande determinazione, anche a costo di apparire un fondamentalista”. Secondo l’autore del pezzo, che si dichiara soggetto politico a difesa dei principi non negoziabili, l’attore nel corso della sua vita ha più volte dichiarato di essere contro i gay, il divorzio e l’aborto e per questo sarebbe stato condannato all’oblio. “Rarissime le interviste, praticamente nulle le occasioni di lavoro, ovunque la solita accusa nei suoi confronti, che nel mondo dello spettacolo ormai equivale alla stella gialla applicata dai nazisti: omofobia. La consueta azione della Gaystapo”.

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Contro i diritti civili

A condannare Bud Spancer , secondo il sedicente ‘Popolo della famiglia’, sarebbe stata la sua grande fede. “Si è esposto contro il divorzio e contro l’aborto con nettezza e quando gli chiedevano perché la critica cinematografica da decenni l’avesse ormai dimenticato, rispondeva senza giri di parole: ‘Mah, forse perché non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni'”. L’autore infine accusa le testate giornalistiche di omettere la verità sulla fede e sui principi dell’attore: “Di tutto questo nei lunghi articoli di oggi di giornalisti che l’avevano completamente dimenticato e non scrivevano una riga su di lui da anni per via delle sue dichiarazioni omofobe, non troverete traccia. Poiché non era né frocio, né trans, né comunista e osava dirlo così, andava dimenticato e lasciato marcire senza farlo mai lavorare. Salvo poi, oggi, ipocritamente piangerlo”.

Delirio senza fine

Le patetiche parole de ‘Il Mantice’, ancora una volta, hanno spaccato la parrocchia a metà. Ma ormai, quando c’è di mezzo questo sacerdote, è inutile stupirsi: da anni, tramite il giornale parrocchiale, offende e insulta le minoranze e in generale la diversità; da anni offende e insulta chiunque osi difendere i diritti civili; da anni offende e insulta persino i cattolici un po’ illuminati. E può continuare a farlo, perché la curia di Milano glielo permette. Poi qualche alto prelato ha ancora il coraggio di chiedersi perché la gente, in chiesa, ci va sempre di meno. Glielo diciamo noi: perché ci sono parroci come don Armando Bosani, che obbligano i fedeli ad ascoltare le sue imbarazzanti fesserie.

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