Alla corte del candidato del centrosinistra, che oggi alle 21 incontrerà gli iscritti Pd alle Stelline di corso Magenta, sono giunti banchieri, ‘ciellini’, ex democristiani e vecchi protagonisti di ‘Mani pulite’. Sala si spinge oltre: “Solo una parte della gestione Formigoni è da dimenticare”. Ma siamo sicuro che l’ex ad di Expo vuole i voti degli elettori di sinistra?

30 MARZO 2016

di Riccardo Sala

MILANO – “Il centrodestra ci riporterà alla Prima Repubblica. Fa ribrezzo vedere i protagonisti peggiori degli ultimi decenni attorno a Stefano Parisi“. Così tuonavano, qualche settimana fa, il candidato sindaco del ‘Centrosinistra per Milano’ Giuseppe Sala e l’assessore alle Politiche Sociali della giunta di Giuliano Pisapia, Pierfrancesco Majorino. Ma da che pulpito vien la predica? Gli ambienti ‘dem’ del capoluogo, dopo la polemica sui cinesi al voto nelle primarie, stanno infatti ospitando da qualche mese un viavai di ‘sopravvissuti’ della Democrazia Cristiana e di alti rappresentanti della gerarchia ‘ciellina’ nazionale. L’obiettivo? Saltare sul carro del probabile vincitore della tornata elettorale di giugno, magari con l’intenzione di riprendere buoni rapporti in un ambiente che, a causa della vittoria ‘arancione’ di Pisapia nel 2011, li aveva messi un po’ in disparte. Ma chi sono questi ‘scomodi’ nuovi sponsor dell’ex patron di Expo (che deve peraltro spiegare il perché di quel ‘buco’ nel bilancio dell’esposizione universale)?

I ‘magnifici’ otto

Sono otto i personaggi più importanti, e che come gli ‘Otto Immortali’ della mitologia cinese conservano per decenni i loro poteri e resistono indenni a ogni catastrofe. Il ‘coming out’ avviene a gennaio, ad un incontro pubblico con presenze illustri ex democristiane: Bruno Tabacci (ex Dc, ex cda di Eni), Piero Bassetti (ex presidente Dc della Lombardia: uno che, per la verità, l’etica pubblica la conosce bene), Enrico Marcora (ricco immobiliarista, ex Dc, ex consigliere regionale Udc, ex Scelta Civica) e l’ex ministro della Sanità fino al ’94, Mariapia Garavaglia, nativa di Cuggiono, allieva del mai dimenticato Albertino Marcora. A loro si unisce una sfilza di banchieri-manager, da decenni in forte contatto con la politica: Luigi Roth (ex presidente di Fondazione Fiera Milano, vicino a Comunione e Liberazione e al ‘braccio armato ciellino’ Compagnia delle Opere, nonché fedelissimo di Roberto Formigoni), Roberto Mazzotta (banchiere, ex presidente di Sanpaolo IMI e Fondazione Cariplo), Giuseppe Garofano (manager, membro dell’Opus Dei, già condannato a 2 anni e 3 mesi per finanziamento illecito nel maxi-processo Enimont, ora nel campo delle partecipazioni industriali a capo della holding ‘Alerion’) ed Ettore Gotti Tedeschi (anche lui banchiere, ex Ior e membro dell’Opus Dei). A questi otto si è aggiunto, a circa metà marzo, Massimo Ferlini, ex presidente milanese ed ex vicepresidente nazionale della Compagnia della Opere. Ma il nuovo arrivato vuole di più che il porgere ossequi all’ex manager Expo. Ferlini è deciso a entrare nella lista elettorale e portare un contributo concreto al centrosinistra. Arrivano critiche da Pisapia e da Sel, con una risposta, da parte di Sala, che spiazza tutti : “Io non sono l’uomo degli steccati. – precisa il candidato sindaco – All’interno della Compagnia delle Opere ci sono esperienze positive, quindi evitiamo di mettere una bolla su un mondo in cui c’è anche tanto di buono. Per il resto io e Giuliano diciamo la stessa cosa: per noi solo una parte della gestione Formigoni è da dimenticare”.

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Garofano, il condannato di ‘Mani pulite’

Sicuramente il punto più controverso nel dibattito sui sostenitori di Sala è la presenza di una figura come Giuseppe Garofano. Classe 1944, detto Pippo, chiamato ‘Il Cardinale’ per la sua abilità nel muoversi tra gli affari e per i forti contatti nel mondo ecclesiastico, è stato presidente di Montedison negli anni di ‘Mani pulite’ e figura centrale nel ‘Processo Enimont’, simbolo della stagione di ‘Mani pulite’, svoltosi a Milano tra il 1993 e il 2000, che vide coinvolti i maggiori esponenti politici della Prima Repubblica accusati, insieme ad alcuni imprenditori, di aver intascato una maxi-tangente di 150 miliardi di lire finalizzata a finanziare in modo illegale i partiti politici. Garofano venne interrogato la prima volta, in gran segreto, nel settembre 1992, per poi fuggire poco tempo dopo, iniziando una latitanza che durò quasi sei mesi, portandosi dietro il forse più grande segreto di Tangentopoli, quello della ‘Madre di tutte le tangenti’, che coinvolgeva politica, banche e gerarchie ecclesiastiche. Si consegnò poi alle autorità nel luglio del 1993 per collaborare con la giustizia. Pochi giorni dopo la sua cattura, le cronache registrano il suicidio del finanziere Raul Gardini, l’esecutore materiale del passaggio di denaro. Garofano poi fu condannato, nel 1998, a 2 anni e 3 mesi per finanziamento illecito. Ora è presidente della holding ‘Alerion’, società di finanziamenti nel campo delle energie rinnovabili e di ‘Industria e Innovazione’, un’altra holding industriale, oggi in profonda crisi, tra le cui proprietà figura l’area industriale dell’ex-Saffa di Magenta.

I dubbi di Comunione e Liberazione

Il sostegno a Sala ha però posto un interrogativo al mondo ‘ciellino’: meglio accodarsi a un centrosinistra moderato e vincente o proseguire nel sostegno ‘storico’ al centrodestra? La situazione per ora è di stallo e si prendono in considerazione tutte le opzioni. C’è chi sostiene il ‘solito’ centrodestra, tra cui ne spicca l’esponente Maurizio Lupi, o Corrado Passera, ex patron di Intesa Sanpaolo. Per ultimo c’è Sala, che in ogni caso non ha mai nascosto le sue simpatie verso queste realtà. Per esempio, nel primo discorso da candidato, il manager di Expo ha citato Luca Doninelli, scrittore apprezzato dal mondo di Comunione e Liberazione, ricevendone indietro parole di stima. Un vero a proprio arrembaggio, quello verso i voti di Cl, e più che una questione di bacino elettorale, una rincorsa al grande potere che risiede nelle mani dei seguaci di Don Giussani. Ma c’è un problema. Cosa ne penseranno gli elettori di centrosinistra di quello che somiglia a un ‘patto col diavolo’?

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