“Un blocco e una penna, anzi due”. Paola Canegrati, protagonista dello scandalo tangenti, pronta a dire tutto

23 FEBBRAIO 2016

di Redazione

MILANO – Ieri ha chiesto gli arresti domiciliari, ma il Giudice per le indagini preliminari ha detto no. Maria Paola Canegrati, ‘zarina’ dell’odontoiatria lombarda e protagonista dell’ultimo scandalo tangenti al Pirellone, è ancora in carcere. Il suo avvocato, Leonardo Salvemini, ha intenzione di chiedere di nuovo la scarcerazione oggi, dopo l’interrogatorio davanti al Pubblico ministero dell’inchiesta ‘Smile’, Manuela Massenz.

Il giorno della verità

“Va beh, ho capito: portatemi un blocco e una penna, anzi due”, aveva detto Canegrati ai giudici, lasciando intendere di voler collaborare, raccontando dettagli e retroscena dell’inchiesta che ha scatenato un terremoto in Lombardia, con 23 indagati di cui 13 arrestati, fra cui il leghista Fabio Rizzi, ex presidente della Commissione Sanità in Regione e stretto collaboratore del governatore Roberto Maroni. Se Canegrati davvero vuole parlare, in molti stanno già tremando. E il giorno della verità è arrivato. La ‘zarina’ dell’odontoiatria gestiva un giro d’affari da 386 milioni l’anno, potendo peraltro contare su funzionari pubblici compiacenti, che al telefono le dicevano: “Ti farei un monumento”. Va da sé che sappia molte cose e che una sua eventuale ‘confessione’ potrebbe spalancare scenari inediti, svelando coinvolgimenti di manager e politici ad altissimo livello, perché è molto improbabile che questi affari milionari fossero nelle mani soltanto di un consigliere regionale, del suo portaborse e di qualche dipendente delle aziende ospedaliere.

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Le anticipazioni e il memorandum

L’avvocato Salvemini (che, curiosità, difende anche due degli indagati dell’inchiesta Mantovani, quella che lo scorso 13 ottobre portò in carcere l’ex assessore lombardo alla Sanità, tuttora agli arresti domiciliari. I due indagati sono un manager e un pubblico funzionario, entrambi legatissimi a Mantovani) ha dichiarato che Canegrati “spiegherà punto per punto le contestazioni e consegnerà un memorandum”, aggiungendo che la sua assistita “vuole fare chiarezza sulla sua posizione”. Parole un po’ criptiche. In realtà, nessuno sembra sapere quali siano le reali intenzioni della ‘zarina’ né cosa contenga questo memorandum.

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